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06.08.2020 Tags: Brescia

Ecobonus, è
corsa all’acquisto
«ma serve rifinanziarlo subito»

Nella concessionaria Bossoni si può chiudere l’anno in positivo nonostante il CovidDa Mandolini pensano alla necessità di misure strutturali
Nella concessionaria Bossoni si può chiudere l’anno in positivo nonostante il CovidDa Mandolini pensano alla necessità di misure strutturali

Una partenza a tutto gas che rischia di subire una brusca frenata. L’Ecobonus auto, partito sabato scorso, ha dato il via a un’impennata del «traffico» di potenziali acquirenti nelle concessionarie e a un aumento esponenziale delle vendite. Una corsa all’automobile nuova che ha portato, nel giro di pochi giorni, al quasi esaurimento degli incentivi statali, pari a 50 milioni di euro. «Troppo pochi per l’intero Paese»: ne sono convinti gli addetti al settore, «soddisfatti della frizzante partenza ma in attesa di una implementazione degli aiuti». Il Governo ha promesso una «ricarica» consistente del plafond: previsti a breve altri 500 milioni di euro, per il sostegno all’acquisto di auto elettriche, ibride ma anche euro 6 con alimentazioni tradizionali e la possibilità di estenderli al comparto dei veicoli commerciali a basso inquinamento (fino a 10mila euro di contributi tra ecobonus, rottamazione e sconti del rivenditore, ma da prendere in considerazione diversi vincoli). «L’INIZIATIVA è molto interessante ma già alla fine. Il pericolo è di dover attendere troppo per il nuovo decreto. Di questa prima tornata già se ne parlava a giugno senza risultati, a luglio tanti preventivi ma pochi acquisti in attesa del bonus. Da sabato, invece, molti sono i contratti ma c’è il rischio che alla crescita delle vendite segua un vuoto. È un intervento limitato che lascia il tempo che trova – ne è convinto Stefano Moreschi, amministratore delegato di Mandolini Auto -. Il settore necessita di azioni di più ampio respiro, non di pochi mesi, ma estese negli anni». Interventi rivolti ad una svolta fiscale, dando la possibilità di detrarre ogni spesa sull’automobile, a ridurre i costi di immatricolazione ma anche a sostenere i nuovi acquisti perché «dietro a una macchina si nasconde un indotto economico molto ampio: benzina, riparazioni, manutenzione, parcheggi, caselli autostradali e così via». Ma la misura, lo specifica il Mise, è rivolta soprattutto al rispetto ambientale: «Un’operazione sull’elettrico» difficile da portare a compimento. «Non abbiamo le infrastrutture adeguate - aggiunge Moreschi - e, specialmente le auto di alta gamma, presentano un conto proibitivo, per pochi». Nonostante tutto, in questi giorni un gran numero di persone si è focalizzato sulle ibride o elettriche. «Almeno l’80% delle richieste – conferma Diego Livella, responsabile vendite Toyota e Lexus per Bonera Group -. Un aumento esponenziale dovuto sia agli incentivi, purtroppo eccessivamente contenuti, sia a una città per nulla svuotata con un conseguente afflusso nelle concessionarie. La risposta c’è stata, ora speriamo in una continuità, visto il quadro economico di forte sofferenza». UN’ECONOMIA uscita a pezzi dall’emergenza sanitaria che il Governo cerca di far ripartire con un proliferare di bonus statali. «Potrebbe rappresentare l’occasione giusta per rinnovare il nostro parco auto, tra i più vecchi d’Europa – sottolinea Lorenzo Rosi, responsabile marketing di Saottini -. Rendere più green il circolante è possibile: oggi il cliente mostra maggiore attenzione nel favorire una mobilità sostenibile». Ibrido, elettrico ma anche metano. «C’è stato un grande entusiasmo in questi giorni, sarebbe stupido fermarsi qui – ribadisce Francesco Bossoni, direttore marketing del Gruppo Bossoni -. Il 2020 ha rotto tutti gli schemi: di solito si assiste a una flessione nei mesi di luglio e agosto, non quest’anno. Ovviamente pensare di recuperare totalmente quanto perso è un’utopia ma è possibile chiudere in positivo». Un 2020 iniziato nel peggiore dei modi con un calo sulle immatricolazioni del 41,7% nei primi 7 mesi dell’anno, ma con una ripresa a luglio con «solo» l’11% in meno su base mensile. •

Marta Giansanti
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