CHIUDI
CHIUDI

18.03.2019

«Essere o avere, chi passa di qui scelga i sentimenti»

Vera Bugatti davanti alla sua maxi-opera
Vera Bugatti davanti alla sua maxi-opera

Il tempo. È una sveglia nel becco di una gazza appollaiata su un bastone, stretto nelle mani di una vecchia. Dalle sue dita pende una bilancia che soppesa un cuore e un sacco di denaro; il piatto pende dalla parte di quest'ultimo. «È la società contemporanea - spiega Vera Bugatti, autrice del murales Aut Aut - soldi, potere e possesso contano più dei sentimenti. Aut aut significa o / o: scelta tra essere e avere. Vorrei che le persone si appendessero al piatto del cuore, riportando la bilancia in equilibrio». Aut Aut viene inaugurato oggi alle 10 in via Abbazia, San Bartolomeo. L'ETÀ MEDIA in questa zona non è bassa; significativo che il dipinto, su una parete di 12 metri, rappresenti una mastodontica donna con rughe profonde e mani nodose. «All’inizio qualcuno si è lamentato - ammette Bugatti - le persone anziane sembravano non gradire». Eppure non è il ritratto decadente di una dama ormai sfiorita. Nei capelli azzurrini, increspati come onde, nello sguardo fermo, nella bocca legnosa, è impressa la dignità di una vita vissuta, scolpita la bellezza della vecchiaia. Gli abitanti non hanno tardato a percepirlo e, dopo qualche diffidenza, si sono innamorati di un'opera che illumina un quartiere piuttosto spoglio. Vera Bugatti, bresciana, ha una doppia vita: per metà settimana è bibliotecaria alla Diocesana, per l'altra metà gira il mondo seminando arte. «Nell'ultimo anno ho lavorato in Messico, Svezia, Danimarca… - l’elenco è lungo e comprende la biblioteca di Marcheno, in Valtrompia -. Disegno persone, sempre: persone che guardano, interrogano». Caratteristica che deve qualcosa al passato di Madonnara: «Ho cominciato con il gessetto, che in un giorno svanisce. Per me l’arte era questo: l’attimo. Da un paio d’anni lavoro sui muri. Forse è spocchioso, ma credo che l’artista debba dire qualcosa. Con i murales il messaggio dura e si diffonde». Le opere di Bugatti sono dense di suggestioni. «Leggo, studio, cerco un sacco di roba. Per Aut Aut mi sono ispirata agli antichi Egizi e a Eschilo, ma anche agli esperimenti del medico statunitense Duncan MacDougall, che a inizio ’900 pesò sei persone in punto di morte. Sostenne che i cadaveri fossero più leggeri perché l'anima se ne era andata, arrivandone a stimarne il peso: 21 grammi» che è anche il titolo di un film di Iñárritu, a conferma di un genio eclettico. «Di solito uso solo nero, giallo e verde. Questo è il mio murales più colorato. Forse è lo stile vivace di un artista messicano con cui ho lavorato. O forse nella mia vita si è aperto un periodo luminoso».

Anna Castoldi
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1