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15.10.2019

Estintori strappati in
Tribunale e pugni
alle vetrate: un arresto

Uno dei muri danneggiati I carabinieri si apprestano a portare in caserma il 25enne che in Tribunale ha provocato tensioni salendo al quarto piano con due estintoriGli estintori recuperati vengono messi al sicuro da un carabiniere
Uno dei muri danneggiati I carabinieri si apprestano a portare in caserma il 25enne che in Tribunale ha provocato tensioni salendo al quarto piano con due estintoriGli estintori recuperati vengono messi al sicuro da un carabiniere

Prima l’hanno sentito. Colpi violenti dati sbattendo gli estintori contro l’ascensore. Poi è comparso, davanti alla segreteria di presidenza, un estintore per mano e in corpo un mix tra rabbia, disperazione e fragilità psichica. HA 25 ANNI, viene dalla Guinea, e ieri, in Tribunale è stato il protagonista dei momenti di tensione che si sono vissuti al terzo e al quarto piano. Gesti anche piuttosto violenti, ma mai nei confronti delle persone che ha incrociato. Quando ha incrociato un avvocato, dopo essersi impossessato degli estintori, l’ha salutato cordialmente con un «buongiorno». La vicenda è quella di un richiedente protezione internazionale che ieri mattina si sarebbe presentato in tribunale per la propria pratica. Ma a quanto si è appreso ci sarebbe stato uno slittamento. Questo è andato a intrecciarsi con condizioni di salute problematiche da un punto di vista psichico. Da questo punto di vista sono in corso accertamenti, ma documentazione sarebbe già stata mostrata dal giovane. DOPO ESSERE aver appreso dello slittamento, il 25enne è salito al terzo piano. Questo, in tutta tranquillità. Al terzo piano però la tranquillità è finita. Si è aggirato in una zona un po’ più defilata, dove potevano notarlo meno persone, e ha letteralmente strappato un estintore dal muro. Poi è andato alla cancelleria e ha sferrato un pugno alla vetrata, incrinandola. Quindi ha strappato un altro estintore ed è entrato in ascensore con cui è salito al quarto piano. L’arrivo al piano in cui si trova l’ufficio del presidente del tribunale Vittorio Masia è stato in qualche modo annunciato. È infatti arrivata una telefonata dal terzo piano che segnalava l’arrivo, in ascensore, del 25enne. Ed è arrivato, a tratti farneticando, poi tornando lucido, poi piangendo e sudando. Nella segreteria di presidenza con un estintore ha colpito prima un monitor poi un altro. Il personale presente è intervenuto immediatamente e l’ha convinto ad appoggiare gli estintori. È stato fatto il possibile per calmarlo ed è rimasto nella segreteria, mentre il presidente Vittorio Masia stava incontrando, a pochi metri, nel proprio ufficio, il generale Giuseppe Governale, direttore della Direzione Investigativa Antimafia. Nel frattempo sono arrivati i carabinieri del Nucleo Tribunale e poi quelli del Radiomobile che hanno accompagnato il giovane al comando provinciale. Il 25enne è stato quindi arrestato con l’accusa di danneggiamento aggravato. Oggi sarà processato per direttissima. UNA VICENDA con diversi risvolti, ma che non può non indurre a riflettere sulla questione «sicurezza» all’interno del palazzo di giustizia. Il presidente Masia, quando tutto era stato risolto, ha parlato di «fragilità dei sistemi di controllo». In particolare ha sottolineato che: «I controlli devono essere più approfonditi sulle ragioni dell’ingresso» e che «anche al nostro interno ci sono dotazioni per fini appropriati e che invece possono essere utilizzate contro cose o persone». Sin da ieri il presidente del Tribunale ha avviato i contatti per rimodulare il sistema di sicurezza. In passato altri episodi delicati sono successi. Anche stavolta tutto si è concluso senza conseguenze per le persone, ma la tensione ha raggiunto livelli decisamente alti. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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