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13.11.2019

Europa Verde: «Più coraggio, come la Ruhr»

Dante, Gritti,  Fierro e  Quadraro alla conferenza stampa
Dante, Gritti, Fierro e Quadraro alla conferenza stampa

I rappresentanti bresciani di Europa Verde non hanno dubbi: sull’attuale livello di inquinamento del sito Caffaro pesano tanto il silenzio che ha coperto in passato i responsabili del disastro ambientale quanto l’atteggiamento di eccessiva cautela con cui le diverse amministrazioni comunali, di qualsiasi colore politico, avrebbero affrontato negli ultimi vent’anni l’emergenza. Tra le colpe che il movimento politico ambientalista attribuisce alle Giunte che si sono succedute in Loggia c’è di aver preso una posizione troppo timida nei processi intentati contro l’azienda (Snia, divenuta poi Sorin e infine LivaNova) giudicata colpevole di aver sversato Pcb e diossine nelle falde. L’attendismo di cui si accusano le istituzioni locali viene rinfacciato anche ai vertici nazionali e al Ministero dell’Ambiente. «Si è verificato un continuo rimpallo di competenze tra Brescia e Roma, con evidenti ritardi nel processo di bonifica e danni alla salute dei cittadini», ha sottolineato il portavoce dei Verdi Salvatore Fierro, che punta il dito contro l’operato del commissario straordinario del Sin-Caffaro Roberto Moreni e ne chiede le dimissioni. «NON È STATO in grado di governare la situazione e ha mostrato la sua incompetenza in materia, per di più ora è sotto indagine della magistratura per non aver vigilato sul rischio di fuoriuscita di cromo e mercurio dallo stabilimento», ha aggiunto, auspicando che dopo oltre quattro anni di «scelte altalenanti» si arrivi alla nomina «di un tecnico in possesso delle necessarie conoscenze scientifiche». Alle critiche seguono alcune proposte di cambiamento. Europa Verde sollecita l’acquisizione da parte pubblica del sito contaminato, alla cifra simbolica di un euro, e l’avvio di un massiccio intervento di risanamento che veda Comune, Arpa, Regione e associazioni ecologiste collaborare attivamente in un percorso di progettazione partecipata. «Riqualificare non è un’utopia, bensì una prospettiva perfettamente realizzabile e capace di creare un autentico benessere sociale ed economico», ha evidenziato Fierro, citando ad esempio le radicali trasformazioni urbanistiche e produttive che hanno permesso alla città americana di Pittsburgh, un tempo capitale dell’acciaio e nota per l’alto livello di inquinamento, di cambiare volto accogliendo negli ex spazi industriali centri di ricerca, fondazioni culturali, università e sedi di imprese alta tecnologia. «Lo stesso ha fatto la Germania con l’immensa area siderurgica della Ruhr: con un investimento di due miliardi e mezzo di euro - ha concluso Fierro - sono stati risanati i corsi d’acqua, si sono piantati alberi e realizzati chilometri di piste ciclabili». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Davide Vitacca
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