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15.09.2019

Europa Verde «semina» a Brescia

I rappresentati locali con Elena Grandi, la portavoce nazionale
I rappresentati locali con Elena Grandi, la portavoce nazionale

L’ecologia filo conduttore della politica, italiana ed europea. È l’obiettivo del manifesto di Europa Verde, raggruppamento che fa parte dell’European Green Party, in questo momento da noi sovrapponibile alla federazione dei Verdi, che sta crescendo nella Ue e anche nel nostro Paese, seppur meno come in tutti gli Stati mediterranei. «Partiamo da sotto zero e ci stiamo avvicinando a grandi passi al quorum del 4 per cento. A Brescia, dove in passato i Verdi sono stati in Loggia anche con un assessore, Ettore Brunelli, siamo saliti dallo 0,6 al 3,5 alle votazioni europee» sottolinea il coordinatore locale Salvatore Fierro che ieri ha accolto in città Elena Grandi, assessore al Municipio 1 di Milano, portavoce nazionale. Alla stampa Grandi ha spiegato i punti programmatici di quello che viene definito «processo democratico, aperto e inclusivo, di transizione ecologica dell’Italia all’interno della famiglia del Partito Verde Europeo». «Un processo partito dopo le elezioni, che sta raccogliendo consensi ed entusiasmi fra i giovani, che si rivolge all’associazionismo ambientale, ai cattolici, al volontariato. Che ha attirato una quarantina di consiglieri comunali di altre sigle, i quali stanno già portando avanti le nostre battaglie. Come nelle Marche, prima regione plastic free» ha riferito Grandi. Il Governo è sotto osservazione, «ma il clima, nonostante le emergenze sotto gli occhi di tutti, non è prioritario nelle ipotesi di bilancio». I 5Stelle non sono graditi nel gruppo Ue, «dopo le leggi che hanno varato», il dialogo è a Bruxelles dove i partiti più forti daranno una mano a quelli in progress. Sviluppo sostenibile vuol dire anche tante altre cose, come evidenziato non solo dai due leader, ma da alcuni rappresentanti locali, Francesco e Lorenzo Quadraro, Marcello Bolpagni, Matteo Treccani, Greta Signorelli. NEL DECALOGO stanno l’economia circolare, investimenti sulla mobilità pubblica, sui rifiuti, sugli acquedotti, il no al consumo del suolo e agli ogm, alla vivisezione ma anche i diritti e l’inclusione sociale, politiche per la scuola con gratuità degli asili, un fisco proporzionato al reddito, lotta all’evasione e istituzione della carbon tax con Iva agevolata per i beni a minore impatto; stanno la sicurezza, regole più umane sull’immigrazione. Stanno parole d’ordine della tradizione come la legalizzazione della cannabis, la messa al bando delle armi nucleari. Nel pomeriggio in corso Palestro ha funzionato un gazebo e altre iniziative ci saranno dove è presente un nucleo, a Montichiari, Desenzano, Sirmione, nel Basso Sebino. I tesserati sono meno di un centinaio, ma numerosi sono «i volontari coraggiosi» in rete. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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