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22.08.2019

Extra costi rifiuti,
la Loggia paga
1,9 milioni

Fabio CapraMiriam CominelliApprovato il consuntivo 2017 - 2018 dopo un lungo braccio di ferro tra il Comune e Aprica per i costi della raccolta differenziata
Fabio CapraMiriam CominelliApprovato il consuntivo 2017 - 2018 dopo un lungo braccio di ferro tra il Comune e Aprica per i costi della raccolta differenziata

Si chiude il cerchio sul capitolo degli extra costi che Aprica ha imputato al Comune per il servizio di raccolta differenziata 2017- 2018. Al termine di un braccio di ferro durato mesi, l’Amministrazione e la società hanno trovato un’intesa: la Loggia sborserà 1 milione e 950 mila euro più del previsto per il biennio, che saranno spalmati nella tariffa in un arco temporale di 10 anni. Un risultato che viene ritenuto soddisfacente, fanno sapere dalla Loggia, a fronte di una richiesta che superava le previsioni di 3,3 milioni per il 2017 (33,668 milioni la richiesta di Aprica a fronte di un piano finanziario di 30,328 milioni) e di circa 4,9 milioni per il 2018 (la spesa imputata è stata di 35,203 milioni contro un preventivo di 30,285). Il consuntivo per i due anni in questione è stato approvato dalla giunta il 7 agosto, come ricorda una nota congiunta firmata dagli assessori Fabio Capra e Miriam Cominelli. «DATI, TABELLE, quantità e costi sono stati analizzati, corretti e condivisi da un gruppo di lavoro composto da dirigenti e funzionari comunali e rappresentanti dell’azienda. Una verifica puntuale e rigorosa che si è resa necessaria a fronte dei maggiori costi presentati al Comune, che non corrispondevano alle previsioni che hanno accompagnato il via libera al cambio di sistema», sottolinea il comunicato stampa. L’Amministrazione, accollandosi una parte di maggiori costi, ha anche preso atto del riconoscimento da parte di Aprica di «proiezioni di costo non coerenti con le previsioni legate in parte alle novità tecniche introdotte dal nuovo sistema combinato e in parte all’erogazione di prestazioni più estese di quelle originariamente previste dal contratto di servizio e non condivise con il comune, con il conseguente suo accollo di una parte significativa dei maggiori costi - proseguono Capra e Cominelli -. La Giunta ha infine affidato alla propria struttura il compito di una puntuale analisi dello stesso Contratto di Servizio, riservandosi eventuali modifiche per il massimo efficientamento, sia dal punto di vista dei risultati, sia dal punto di vista dei costi». Tra le varie voci che hanno contribuito a far lievitare il consuntivo spicca - si legge nella relazione conclusiva del confronto tra Comune e Aprica - la maggior spesa per i servizi aggiuntivi alle utenze non domestiche che nel 2017 hanno avuto un forte incremento così come nel 2018 (+1,212 milioni di euro di costo), in particolare per quanto riguardano le zone del centro e si aree sensibili come piazza Arnaldo. «Le utenze non domestiche che nel 2018 hanno usufruito a vario titolo di uno o più servizi aggiuntivi sono state oltre 2 mila. Dalle 43 mila prese annue precedentemente garantite, si è passati nel 2018 a 300.637 prese», cita la nota. La voce è stata ripartita in parti uguali. A CARICO del Comune sono invece stati posti integralmente i costi per alcuni servizi aggiuntivi legati ai lavaggi strade e marciapiedi nelle aree sensibili come il Carmine o la Stazione, i potenziamenti dei servizi di raccolta e pulizia in centro storico, il ritiro della spazzatura abbandonata fuori dal cassonetto, e il giro anticipato di prelievo dei rifiuti (alle 19.30) nelle cosiddette vie d’oro, le principali strade entro le mura venete ritenute strategiche per afflusso di turisti, pedoni e presenza di negozi e attività commerciali. Sul fronte della raccolta rifiuti, ricorda la nota, «è in corso una rigorosa lotta all’evasione ed elusione della Tari, nonché alle morosità, dalla quale la Giunta si attende buoni risultati che permetteranno un sempre maggiore equilibrio finanziario» (l’assessore al Bilancio in Consiglio aveva anticipato la possibilità che questi fondi contribuissero a coprire il maggior costo 2020 senza aumento della Tari). Con questo lavoro «vengono dunque consolidati i costi effettivi del sistema che, è bene ricordarlo, ha permesso di raggiungere e superare nel giro di due anni e mezzo il risultato lusinghiero del 73% di differenziata». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Natalia Danesi
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