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16.10.2020

Famiglie in
difficoltà, allarme
senza sosta

Il nuovo allestimento dei locali alla mensa madre Eugenia Menni
Il nuovo allestimento dei locali alla mensa madre Eugenia Menni

Aumentano i poveri e i nuovi poveri. Il terzo monitoraggio di Caritas diocesana nell’anno del Covid 19, pubblicato in occasione della «Giornata contro la povertà» nella data di domani, continua a rilevare una crescita del bisogno nel nostro territorio rispetto all’anno precedente. Un incremento nel terzo trimestre che si rivela però in calo, dal più 30 per cento del periodo aprile-giugno al più venti, sempre però consistente e soprattutto con le richieste di aiuto da volti prima sconosciuti o rivisti in ricaduta. IL QUADRO varia fra le 70 Caritas che hanno risposto ai questionari ma le tinte sono grigie ovunque. La richiesta è di beni alimentari e di prima necessità o di sostegno economico, ma sono comparse nuove domande come quelle di prodotti di igiene e sanificazione, di dispositivi protettivi per la pandemia, di strumenti informatici per la didattica a distanza, aggiunti alla consueta domanda per libri e quaderni. In forte balzo è la richiesta di un lavoro per sopravvivere da parte di quanti hanno perso un’occupazione saltuaria, mentre aiuto per canoni e bollette serve a chi sta vivendo a lungo la cassa integrazione. La macchina delle Caritas non si è mai fermata, anche se alcuni servizi sono stati sospesi in presenza. Ottanta parrocchiali hanno continuato, tramite il magazzino «Ottavo Giorno», a consegnare viveri nelle case bloccate per un valore totale di 150mila euro. Dal 16 aprile sono invece tornati attivi i 34 ragazzi del servizio civile prima esentati dalle ordinanze per la sicurezza; ora stanno tornando anche i volontari, tranne le persone anziane a rischio. In parecchi, in città, operano poi alla mensa Menni; fino a questo lunedì la mensa, sette giorni su sette, consegnava la borsina con il cibo per pranzo e cena, senza possibilità di permanenza. Nei tre mesi studiati, da giugno a settembre, ne sono state consegnate 23.461 contro i 14.443 pasti del 2019 su sei giorni feriali. Dal 12 la mensa ha riaperto i battenti con turnazioni ai tavolini, organizzati con appositi plexiglass, e pasto caldo scodellato e servito: il calcolo è sulle 180-200 persone quotidiane. L’INCIDENZA delle richieste di tipo economico viene invece confermata dai dati del Fondo Briciole Lucenti per quanto riguarda il primo semestre. Si registra un leggero aumento delle persone aiutate, a fronte di una diminuzione dei nuclei sostenuti. Sono state aiutate cioè più famiglie numerose, che sono quelle che stanno soffrendo maggiormente l’emergenza, e a loro è stato dato un contributo economico superiore: si è passati da un contributo medio per famiglia di 348 euro nel 2019 a un contributo di 427 euro nel 2020. Le domande sono state 502 (nel 2019 erano 582) relativamente a 1865 persone (nel 2019 erano 1843). È aumentato, inoltre, l’ammontare della spesa: dai 202.818 euro del 2019 si è passati ai 214.132 euro del 2020; in particolare le spese sostenute sono state quelle relative alla casa, spese condominiali, affitti, utenze. Ed è venuto in soccorso ai vari progetti il fondo di solidarietà diocesano «Do.Mani alla Speranza». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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