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25.11.2020 Tags: Brescia

Fanchini:
«Peccato, ma
la salute vale di più»

Elena  e Nadia Fanchini in uno scatto colto a Montecampione
Elena e Nadia Fanchini in uno scatto colto a Montecampione

Natale e Capodanno con gli sci stipati nel sottoscala per via del Dpcm che vieta il funzionamento degli impianti di risalita. Per lo sport della neve, per il turismo invernale in generale è un gran brutto colpo. Ma il Covid-19 morde ancora e occorre fronteggiarlo con tutte le armi a disposizione. Anche Montecampione, nota nel mondo per le imprese ottenute da Nadia, Elena e Sabrina Fanchini rimarrà a guardare nella speranza che qualcosa si modifichi. Nadia Fanchini, da qualche giorno di stanza alla sede di Brescia della Guardia di Finanza, un po’ se l’aspettava. «Sarà un Natale strano quello che ci attende e la decisione assunta dal governo pare un po’ eccessiva - dice Nikky -. Dobbiamo di sicuro pensare alle persone che lottano in un letto d’ospedale assistiti da medici, infermieri e da una moltitudine di volontari, e quindi sarà un sacrificio che cercheremo di fare, la salute è la cosa più importante. Però fa tristezza sapere che migliaia di persone e famiglie rimarranno senza lavoro, perché non solo gli addetti agli impianti, bensì tutte le persone legate al turismo invernale dovranno giocoforza osservare lo stop. Spero che chi di dovere cerchi di metterci una “pezza“». Dopo tanti anni sci chiusi nello scaffale? «Ho iniziato a lavorare e il mio primo impegno è quello di allevare mio figlio Alessandro insieme a Devid e ai miei familiari. Non so quando, ma tornerò sugli sci, non so se per divertimento o altro, ma prima o poi mi ributterò a valle con gli attrezzi ai piedi». Sua sorella Elena ha pure iniziato a lavorare alla Tenenza della Guardia di Finanza di Costa Volpino a due passi da casa. «Per il turismo invernale sarà un colpo dal quale sarà difficile risollevarsi, anche se chi sta al governo cercherà di intervenire con ristori e quant’altro. Fin da quando ho cominciato a camminare - rivela la più grande delle campionesse di Montecampione -, l’inverno ho sempre sciato a pochi passi da casa, quest’anno rimarrò a guardare. Che tristezza. La montagna pagherà un prezzo molto salato al Covid-19, anche se l’importante sarà cercare di uscirne fuori alla grande. Se penso alle migliaia di contagiati e morti mi viene male: speriamo che la decisione possa arginare l’infezione. A mio parere si poteva mediare, nel senso che magari si potevano bloccare le funivie e non le seggiovie o skilift, e nel contempo stilare un protocollo rigido. Vorrà dire che cercherò di giocare con i nipotini Nicolò e Alessandro: due meraviglie». Papà Sandro, da sempre addetto agli impianti di Montecampione, da qualche mese è in pensione: «Mi spiace per lo stop, spero che serva per fronteggiare al meglio il Coronavirus. Anche se non sciare sulla porta di casa sarà un’esperienza traumatica». •

Angiolino Massolini
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