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14.11.2019

Festival della Pace al via con le opere di Zehra Dogan

Da domani a sabato 30 novembre torna, per la terza edizione, il Festival della Pace, con un approfondimento sull’Europa di ieri e di oggi e sul significato dei vecchi e dei nuovi muri che dividono la famiglia umana. All’inaugurazione, che si terrà alle 17.30 nel Salone Vanvitelliano di Palazzo della Loggia, parteciperà il presidente del Parlamento Europeo David Maria Sassoli. Sempre domani, alle 19, all’auditorium di Santa Giulia in via Piamarta 4, aprirà la prima mostra italiana di Zehra Dogan dal titolo «Avremo anche giorni migliori». Le sessanta opere in esposizione sono state tutte create in carcere, dove Dogan, artista, attivista e giornalista curda, è stata rinchiusa per due anni, nove mesi e 22 giorni con l’accusa di propaganda terrorista per aver postato su Twitter un acquarello tratto da una fotografia scattata da un soldato turco. Durante la detenzione ha continuato a esprimersi con ogni mezzo, scrivendo e dipingendo anche su materiali di recupero. La mostra, curata da Elettra Stamboulis e promossa da Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei, apre a una riflessione sul rispetto dei diritti umani, sulla libertà di pensiero e di parola, sul ruolo dell’artista nel mondo contemporaneo, sull’importanza della testimonianza. a Zehra Dogan, Banksy ha dedicato il più ambito dei muri di Manhattan, il Bowery Wall, con un’opera che la raffigura dietro le sbarre, mentre impugna una matita. David Maria Sassoli sarà presente all’inaugurazione della mostra con il sindaco di Brescia Emilio Del Bono, il presidente del Consiglio Comunale di Brescia Roberto Cammarata, il vicesindaco e assessore alla Cultura Laura Castelletti, il presidente della Fondazione Brescia Musei Francesca Bazoli e il direttore Stefano Karadjov. LA PRIMA giornata del Festival della Pace proseguirà all’Auditorium San Barnaba dove alle 21 ci sarà lo spettacolo «La Divina Commediola» di e con Giobbe Covatta. Un reading e commento dell’Inferno tratto dalla Divina Commedia di «Ciro» Alighieri. Il poema di Ciro è molto diverso da quello di Dante: se nell’Inferno della Divina Commedia a essere dannati e puniti per l’eternità sono i peccatori, nell’Inferno dell’opera di Ciro la dannazione e la punizione sono per le vittime dei peccatori, e le vittime in questione sono le più deboli e indifese, i bambini. •

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