CHIUDI
CHIUDI

23.01.2020

«Finalmente la banca dati nazionale Tra i cittadini c’è ancora resistenza»

Adriana Loglio
Adriana Loglio

Due anni di esistenza della legge e solo cinque giorni di pubblicazione (venerdì scorso) del decreto per la Banca dati nazionale per il testamento biologico o, in gergo tecnico, Disposizioni anticipate di trattamento. Una buona notizia anche se, precisa la dottoressa Adriana Loglio, componente della Commissione di Bioetica dell'Ordine dei Medici di Brescia «il decreto sulla banca dati non stabilisce nessuna modalità di raccolta dati. In ogni caso un passo in avanti poiché adesso finalmente i medici potranno accedere con meno difficoltà alle disposizioni redatte fino ad ora dai cittadini e questo è importantissimo, soprattutto in casi di urgenze e di extraterritorialità, dal momento che il Dat va depositato nel comune di residenza ma gli incidenti possono succedere ovunque». L’Ordine di Brescia è da tempo in prima linea per la diffusione dell’informazione, come ricorda Loglio: «La legge è entrata in vigore nel gennaio del 2018 e da allora abbiamo realizzato incontri formativi per i medici ma anche per i pazienti, oltre ad aver predisposto un opuscolo distribuito dalla scorso luglio in molte sedi, in cui si sottolinea l’importanza di affidarsi ad un medico nella compilazione del documento della Dat. In internet ci sono tanti moduli non seri: è indispensabile compilare esattamente la scheda perché al momento del bisogno se ci sono errori il Dat diventa carta straccia». La dottoressa insiste anche sulla necessità, ancora sottostimata, di nominare un fiduciario, nel caso in cui alla morte dell’interessato sorgessero dubbi interpretativi. «Se tra il personale sanitario sono stati fatti buoni passi in avanti in termini di conoscenza, tra i cittadini c’è ancora una certa resistenza sia nella compilazione del Dat sia nella nomina del fiduciario – osserva Loglio – forse questo deriva dal bisogno di esorcizzare la morte, eppure non bisogna rimandare e attivarsi. Come ordine siamo sempre a disposizione, così come lo siamo sulla campagna per un altro aspetto fondamentale e cioè la pianificazione condivisa delle cure nel caso delle malattie croniche degenerative». •

Irene Panighetti
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1