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12.06.2019

Finti i carabinieri,
veri il raggiro
e il furto

Sembra non avere fine il fenomeno delle truffe agli anziani
Sembra non avere fine il fenomeno delle truffe agli anziani

L’ultimo caso, in ordine cronologico, è quello in cui due finti carabinieri hanno messo a segno un vero furto e una vera truffa. LA VITTIMA è un’anziana di via Bettinzoli a Brescia, che ha commesso l’errore di aprire la porta di casa. Ma, del resto, qualificarsi come carabinieri, vuol dire approfittare della fiducia che l’anziano ripone da sempre nell’Arma. Significa giocare sporco su quella che rappresenta una certezza. Invece, i due finti carabinieri hanno rappresentato una certezza: quella che aprire a degli sconosciuti rappresenta l’inizio della fine per la persona che viene individuata come vittima. I malviventi, che indossavano abiti civili, sono entrati in azione l’altra mattina, con ogni probabilità senza alcun dubbio riguardo al fatto che l’anziana fosse sola in casa. Lei ha aperto, si è fidata. Ma è bastato pochissimo: uno l’ha distratta l’altro ha rubato. Un bottino che cambierà la vita solo a chi se l’è visto sottrarre: mille euro. La cambierà per lo sconvolgimento emotivo che sempre segue queste esperienze. La vittima in questo caso non si è accorta subito del furto. È stato il figlio a scoprire quanto accaduto, dopo il racconto della madre. A quel punto è scattata la telefonata alla polizia e sul posto sono arrivati i poliziotti della Volante. Una truffa e un furto ai danni di un’anziana che vanno ad aggiungersi agli altri messi a segno negli ultimi tempi. Alle porte di chi in quel momento è solo e si vede davanti finti avvocati, finti rappresentanti delle forze dell’ordine, finti assicuratori. Tra le truffe che rimangono sempre particolarmente redditizie rimane quella del «figlio che ha provocato un incidente» e della «cauzione che deve essere versata immediatamente». Quindi si gioca, in sostanza, sugli affetti per devastarne altri. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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