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18.01.2020

Florida, festa hardcore vietata E lo stop accende le polemiche

Una serata organizzata nei mesi scorsi al Florida di Ghedi
Una serata organizzata nei mesi scorsi al Florida di Ghedi

È scontro tra i gestori del Florida e le istituzioni per lo svolgimento degli spettacoli all’interno della discoteca di Ghedi: è stato infatti annullato un evento che avrebbe richiamato nel paese della Bassa migliaia di giovani provenienti da tutto il Nord Italia. La notizia arriva alla vigilia del «Millennia-Eternal hardcore» in programma stasera al Florida; il raduno degli appassionati di musica hardcore è stato annullato su disposizione della Commissione pubblico spettacolo convocata della Prefettura che ha riscontrato la mancanza di una serie di certificazioni e autorizzazioni. SI TRATTA dell’ultima di una serie di problematiche sollevate dalle autorità competenti. In primo luogo la discoteca non sarebbe in regola con il certificato di prevenzione incendi: il documento era stato revocato su segnalazione dell’Arma. Il provvedimento era scattato dopo il rapporto dei carabinieri che aveva evidenziato violazioni delle normative antincendio e di agibilità (alcune uscite di emergenza erano chiuse con un lucchetto) e di quelle riguardanti i rapporti di lavoro del personale (30mila euro di multa per lavoro nero). AD AGGRAVARE ulteriormente la situazione, l’esito del controllo della notte tra il 27 e 28 luglio del 2019 quando la discoteca avrebbe avuto più persone del consentito: 4mila al posto di 2mila persone. I gestori del locale hanno fatto ricorso al Tar contro la chiusura; in una udienza preliminare il Tribunale amministrativo regionale ha dichiarato inagibile solo la parte esterna del locale e il Florida è stato riaperto. Ora è però arrivata a la decisione della Commissione pubblico spettacolo che ha detto no all’evento di questa sera. Lo stop ha scatenato la reazione dei titolari del Florida: «È ormai palese che le istituzioni non vogliono eventi hardcore nel nostro locale - spiegano su Facebook -. Nonostante la sentenza del Tar rischiamo dopo un quarto di secolo di attività la revoca definitiva della licenza» • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Valerio Morabito
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