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01.12.2020 Tags: Brescia

Fuga di
monossido di
carbonio. Quindici persone fuori di casa

Sul posto sono intervenuti in Vigili del fuoco per mettere l’area in sicurezza (immagine d’archivio)
Sul posto sono intervenuti in Vigili del fuoco per mettere l’area in sicurezza (immagine d’archivio)

Seconda notte fuori casa per le quindici persone evacuate nella tarda serata di domenica da una palazzina di via Sant'Angela Merici, in città, per una fuga di monossido di carbonio sprigionato dall'impianto di riscaldamento di due appartamenti, entrambi al quarto piano del condominio. I due nuclei famigliari, entrambi pachistani, hanno passato la notte di domenica in albergo mentre da ieri hanno trovato ospitalità da amici e conoscenti. Potranno fare ritorno nelle loro abitazioni quando i lavori di riparazione renderanno nuovamente a norma l'impianto. L'allarme era scattato nella serata di domenica quando al 112 è arrivata una chiamata per un intervento al civico 41 di in via Sant'Angela Merici. Al loro arrivo i soccorritori hanno trovato un ragazzo con nausea e problemi respiratori e dopo poco anche una donna ha accusato gli stessi sintomi. A quel punto, ai soccorritori è apparso chiaro che potesse trattarsi di una intossicazione da monossido di carbonio. Sono così stati allertati i Vigili del Fuoco (intervenuti con una squadra coadiuvata nell'intervento da una autoscala e dal personale del Nucleo nucleare biologico chimico radiologico) per la messa in sicurezza delle abitazioni e la polizia Locale di Brescia per coordinare le operazioni di evacuazione. L'uomo e la donna (con lei c'era anche la figlia che non ha riportato conseguenze, ma ha voluto seguire la madre in ospedale) sono quindi stati accompagnati in ospedale per una serie di accertamenti al termine dei quali sono stati dimessi. Gli altri dodici componenti dei due nuclei familiari pachistani hanno lasciato le loro abitazioni e con l'intervento del Comune di Brescia e della Prefettura sono stati trasferiti in albergo dove hanno passato la notte. I TECNICI dei Vigili del Fuoco, una volta sospesa temporaneamente l'erogazione del gas che alimentava gli impianti di riscaldamento difettosi, hanno quindi proceduto ai rilievi utili per capire il motivo del malfunzionamento che avrebbe potuto provocare danni molto più gravi agli occupanti (le due famiglie sono in affitto) degli appartamenti. La loro relazione servirà per evidenziare se la cattiva combustione sia dovuta a un guasto oppure a una cattiva manutenzione. I lavori di ripristino dureranno alcuni giorni; l’impianto, questa una prima valutazione dei tecnici, ha infatti bisogno di importanti lavori (la proprietà dei due appartamenti si è già attivata) per essere rimesso a norma. •

Paolo Cittadini
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