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20.11.2020 Tags: Brescia

«Fuori dal mio
ambulatorio un
drive-in per fare i tamponi»

Il medico di medicina generale Emiliano Guerra di Barghe
Il medico di medicina generale Emiliano Guerra di Barghe

Arriverà anche in Valsabbia il test antigenico rapido, in grado di dare risposta alla presenza o meno del virus in un tempo variabile tra l’ora ed il quarto d’ora contro le 24/48 ore d’attesa necessarie per l’esito del classico tampone molecolare. Ad effettuarlo saranno, secondo l’accordo sottoscritto a livello nazionale, i medici di base. Ma, va chiarito, il test antigenico rapido ha comunque un difetto: se la carica virale è bassa, potrebbe risultare erroneamente negativo e non riuscire a rilevare l’infezione anche se è presente. Questo perché se al test molecolare basta rilevare una molecola Rna in un microlitro di soluzione per attestare la positività, a quello antigenico servono decine di migliaia di particelle di virus, sempre in un microlitro di soluzione; ma se queste particelle sono in bassa quantità, ne potrebbe risultare un falso negativo. SEBBENE l’attendibilità del test antigenico sia comunque alta, il paziente dovrà, su segnalazione del medico, effettuare il test molecolare e restare in isolamento fino a che quest’ultimo avrà dato il suo certo responso. Tra i medici che aderiscono all’iniziativa c’è il dottor Emiliano Guerra di Barghe, che ha iniziato ad esercitare la sua attività (che è soprattutto una missione) nel 1992 per poi passare, dall’anno dopo e fino a oggi, ad esser medico di medicina generale proprio nella sua Barghe (oltre che nella confinante Provaglio Valsabbia) dove ha in cura oggi circa 1.200 pazienti. «E da gennaio ’93 opero anche come medico e responsabile sanitario nella case di riposo della zona». Guerra ha scelto di aderire al nuovo accordo collettivo nazionale che richiede al medico di famiglia di rendersi disponibile all’esecuzione del test rapido. «Il mio compito sarà di effettuarli ai miei pazienti ogni qualvolta ce ne sarà la necessità», spiega il medico di medicina generale. Ma non in ambulatorio. «La mia intenzione è di dar vita nel grosso spazio del parcheggio dell’ambulatorio ad una sorta di drive-in, col paziente che rimarrà fermo e seduto nella sua auto mentre lo sottoporrò al tampone. Premetto che una volta fatto il tampone antigenico dal risultato positivo, tramite prenotazione presso Ats, il paziente dovrà poi sottoporsi anche al tampone molecolare. Questo perché il primo è si rapido, ma consente solo un primo veloce orientamento diagnostico, ma la miglior strategia di testing sui casi sospetti individuati da noi medici di medicina generale rimane il test molecolare, mentre l’antigenico è utile per testare il «contatto stretto di caso», individuare insomma un soggetto positivo che è entrato in contatto col paziente sottoposto al tampone». MA CHE NE PENSA dell’iniziativa a livello nazionale? «Noi medici di medicina generale siamo già oberati di lavoro, e molto del nostro tempo se lo prendono gli adempimenti burocratici sempre incombenti. Ma è indubbio che l’operazione “tamponi rapidi” vada portata avanti, perché è importante e fondamentale per arginare la diffusione del Coronavirus. Ecco perché ho scelto di dare fin da subito la mia disponibilità ad effettuarli». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Massimo Pasinetti
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