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27.02.2020

Gite scolastiche «congelate» «Per ora navighiamo a vista»

Studenti in partenza per una gita scolastica
Studenti in partenza per una gita scolastica

Domenica scorsa alle 7 il preside del liceo Leonardo Massimo Cosentino è dovuto correre a scuola per fermare un pullman che stava partendo per la Germania per uno scambio di istruzione con una scuola tedesca. Era arrivata la disposizione di blocco delle gite scolastiche. Si può immaginare lo sconforto dei ragazzi, simile a quello di altri circa 700 compagni che comunque si sono visti cancellare l’attesa gita scolastica. Erano tutte programmate fra l’1 e il 16 le uscite, periodo prediletto anche per i costi da bassa stagione; pochi erano già andati prima. «Non è stato possibile rimandare, dopo ci sono le vacanze di Pasqua e, con i giorni persi ora, i tempi sarebbero troppo stretti. E’ anche molto difficile riprogrammare tutto, ormai è andata così. Speriamo almeno di riavere i soldi» riferisce Cosentino. Non adranno probabilmente a New York alcuni studenti del liceo Carli, prenotati per il I aprile, invece hanno speranza gli stage della seconda metà di giugno. Questa settimana il Carli era comunque chiuso per carnevale, perché il suo anno scolastico va dal I settembre al 30 giugno. E’ però saltata la vacanza a Folgaria per il gruppo che l’aveva organizzata assieme al suo insegnante. «Navighiamo a vista, in base all’evoluzione della situazione. Non è semplice prendere le decisioni perché di mezzo ci sono anche le famiglie preoccupate, le esigenze dei professori che accompagnano, le penali da pagare. Ne parleremo al ritorno a scuola» avverte la preside Donatella Preti. In più non si sa nemmeno se ti vogliono nella meta predestinata. E’ successo a una classe camuna in Polonia, è successo anche con i francesi, pur senza frontiere dichiaratamente chiuse. A quaranta ragazzi dell’Antonietti è stato gentilmente detto dalle famiglie ospitanti: «Rimandiamo». E una classe di ragazzi francesi attesa a Desenzano non è arrivata per uno scambio con il Bagatta. Da lì sono state abolite le gite di quattro classi questa settimana e altrettante lo saranno la prossima settimana. Il decreto ministeriale pone il limite del 15 marzo. Ma si teme anche peggio. Ieri il dirigente Francesco Mulas era in video conferenza col suo staff proprio per definire i contatti con le agenzie e anche per organizzare la didattica a distanza se continuerà la chiusura delle scuole, come tutti temono. «O con il registro elettronico o con le classi virtuali chi se la sente potrà farlo. Alcuni hanno già iniziato» sottolinea. All’Iis Castelli di via Cantore devono partire in 180 per la Danimarca, fra l’altro con un contributo delle aziende della fondazione. «E’ fissato per il 23 ma come si fa a sapere se il tutto non verrà prolungato?» si domanda la preside Simonetta Tebaldini, delusa per l’occasione perduta. All’Abba- Ballini c’è una partenza il 16. «E LA DIFFICOLTÀ è quella di non essere a scuola per affrontare i problemi» dichiara la dirigente Elena Lazzari. Su questa esclusione dagli uffici è duro Diego Parzani dell’Antonietti di Iseo, dove sono state soppresse le gite di questa settimana e della prossima. «Nelle indicazioni ministeriali applicative si potrebbe slittare a fine mese. E poi siamo in difficoltà perché non possiamo entrare nell’istituto e chiamare qualcuno per le incombenze urgenti. Potremmo farlo di nascosto, e forse sarà necessario, sotto nostra responsabilità. È assurdo. Per i rimborsi temo un contenzioso, ma non si possono fare rimandi ad altra data. Lo faremo, credo, in un solo caso. C’è anche il tema dell’alternanza che posticiperemo per le terze e le quarte all’anno prossimo, mentre per le quinte, a cui serve per l’esame, dovremo trovare soluzioni» ha affermato. •

MA.BI.
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