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27.11.2020 Tags: Brescia

«Gli anziani mandati a casa senza l’iniezione»

Irritazione a Orzinuovi per i disguidi intorno alle vaccinazioni
Irritazione a Orzinuovi per i disguidi intorno alle vaccinazioni

Il ritardo nella consegna del vaccino antinfluenzale solleva le proteste degli anziani di Orzinuovi. Sono sempre più numerosi i pensionati che questa settimana si sono presentati puntuali, nel giorno e all’orario che era stato comunicato dal loro medico curante, per sottoporsi alla vaccinazione, ma hanno dovuto rinunciare all’iniezione immunizzante e far ritorno a casa in attesa di una prossima convocazione. Per facilitare la somministrazione, evitando la ressa negli ambulatori e mantenendo quindi le distanze necessarie alla difesa dal Covid, il Comune ha messo a disposizione la palestra di via Lonato, dove i medici di base possono vaccinare i propri assistiti, nei giorni stabiliti, dalle 8.30 alle 11.30 e dalle 12 alle 15. I volontari della Protezione civile assicurano il distanziamento e il regolare svolgimento delle operazioni. Date e orari hanno già subito modifiche a seguito delle problematiche relative alla distribuzione del vaccino, che ora viene somministrato solo agli over 65. Ma le dosi fornite ai medici non sono sufficienti nemmeno per vaccinare i più anziani. «PURTROPPO, nel nostro territorio, molte persone anziane sono state mandate a casa perché le dosi di vaccino in dotazione ai medici di base erano finite – lamenta Giorgio Ferrari, presidente del Comitato Comunità Generativa -. È una situazione imbarazzante, perché il tutto avviene senza alcuna informazione chiara e trasparente da parte di Regione Lombardia ed autorità sanitarie ai cittadini sul vero stato di avanzamento del piano di vaccinazione, che oltretutto non comprende, come inizialmente previsto, i cittadini dai 60 ai 64 anni». Ferrari sottolinea come i 2 milioni di dosi che la Regione avrebbe acquistato non siano sufficienti a coprire 2 milioni e 300 mila ultra 65enni e tanto meno a immunizzare l’intera fetta di popolazione lombarda interessata (3 milioni e 700 mila) e raccomandata dal ministero della Salute. «Pensiamo che i cittadini debbano sapere se questa è la verità e come la Regione Lombardia intenda operare per garantire loro la vaccinazione – sollecita il presidente -. È in gioco la salute delle persone e la possibilità di tutelarle al meglio in questa situazione pandemica. Ci aspettiamo risposte tempestive dalla Regione e soprattutto azioni concrete».

Riccardo Caffi
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