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08.10.2019

Gozzini tace davanti
al giudice. Per ora
non lascerà il carcere

Nelle ore in cui proseguono le indagini sull’omicidio di Cristina Maioli, il marito è stato interrogato
Nelle ore in cui proseguono le indagini sull’omicidio di Cristina Maioli, il marito è stato interrogato

Silenzio. Davanti al gip, Giulia Costantino, Antonio Gozzini non ha parlato, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nell’interrogatorio di convalida del fermo per l’omicidio della moglie Cristina Maioli, scoperto venerdì pomeriggio, c’è stata poi la richiesta del suo difensore, avvocato Jacopo Barzellotti, di trasferirlo in una struttura psichiatrica. Ma a quanto si è appreso la richiesta è stata respinta dal giudice. SIN DALLE FASI immediatamente successive al delitto, avvenuto di notte, si è posto il problema delle condizioni di si salute dell’omicida al momento del delitto. E questo sarà sicuramente uno degli aspetti di maggior rilievo da approfondire negli sviluppi giudiziari della vicenda. Antonio Gozzini, in sede d’interrogatorio avrebbe subito precisato di soffrire di depressione. E questo era risaputo anche tra chi conosceva la coppia. Due coniugi con una certa differenza d’età, dal momento che lui ha 79 anni mentre lei ne aveva 63. Ma nessuno ha mai sentito parlare di litigi tra loro. Il movente del delitto quindi deve essere ancora chiarito, anche in considerazione del silenzio dell’indagato davanti al giudice. Meno complessa la ricostruzione della dinamica dell’omicidio. La donna è stata prima colpita con un mattarello alla testa, poi con un coltello, in più parti del corpo, tra le quali la gola. Un accanimento di cui gli inquirenti vogliono approfondire le ragioni, per quanto possibile. In sostanza le indagini non sarebbero in una fase unidirezionale, quella che vedrebbe la depressione come unica possibile causa. VENERDÌ SERA, dopo essere stato medicato, Antonio Gozzini è stato portato in Questura per essere interrogato dal pm Claudia Passalacqua. La deposizione si è protratta per circa due ore e Gozzini è apparso molto preciso nella ricostruzione della tragedia che è sembrato voler attribuire allo stato di depressione. Ora bisognerà attendere i prossimi giorni per vedere quali saranno le mosse della difesa. Ci sarà sicuramente un’attività finalizzata alla certificazione delle condizioni di salute dell’assistito. Ma nel frattempo proseguiranno anche le indagini, con particolare riguardo alla deposizione di coloro che conoscevano la coppia. Fino a questo momento non è emerso nulla che facesse pensare a una tragedia annunciata. C’è la patologia dell’omicida. Ma è una tragedia che, attualmente, rimane senza un perché. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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