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06.06.2020 Tags: Brescia

Grest, dal 15 giugno le parrocchie sono pronte a partire

Il vescovo, monsignor  Pierantonio Tremolada, al  Grest dell’oratoio Le Due Sante di San Polo
Il vescovo, monsignor Pierantonio Tremolada, al Grest dell’oratoio Le Due Sante di San Polo

«Non possiamo tirarci indietro, è inconcepibile che non facciamo nulla per i bambini e ragazzi bresciani. Potremo al massimo dire che ci abbiamo provato e non ce l’abbiamo fatta, ma non mancheremo di porre una proposta. È anche questa una forma di carità. Dopo avere pensato ai malati, ai disagiati, agli anziani, adesso abbiamo l’obbligo di pensare a loro». È stato drastico il vescovo monsignor Pierantonio Tremolada all’incontro online organizzato dal Centro oratori con tutte le parrocchie della provincia per illustrare l’applicazione delle direttive del Pirellone e delle diocesi regionali sui centri estivi.«Non proporremo i grest tradizionali, sarà altro, creato con la fantasia che non ci manca. Sarà un’occasione di crescita in un anno che non dimenticheremo mai. Ci sarà rigore, rispetto rigido delle regole, intensificheremo l’aspetto educativo, faremo rete, però non possiamo lasciarli soli», ha ribadito Tremolada in video. I GREST dunque si faranno, forse non tutti, con quantità ridotte, con nuove formule, ma si faranno. Le parrocchie già pronte, e ci sono, dovranno presentare il loro progetto per l’approvazione al Comune e all’Ats, poi potranno cominciare dal 15 giugno, fino a tutto agosto. L’idea è di un orario 8.30-12.30 per due settimane, con gruppi piccoli a seconda dell’età, guidati da un operatore adulto che può anche essere un volontario, accompagnato come sempre accaduto da adolescenti over 16 anni, solo in aggiunta. Il personale dovrà comprendere addetti al triage, alla pulizia, alla segreteria, e qui verrà coinvolta la comunità. Quanto agli ambienti gli oratori saranno punto di partenza con i controlli, temperatura compresa, e di arrivo, ma anche tanti luoghi all’aperto, piazze, parchi, sentieri, oppure le biblioteche, le palestre di concerto con gli enti locali. E in tema di risorse, si spera di ricevere aiuto. Quanto ai contenuti, via alla creatività e alla collaborazione, con gli alpini, la Protezione civile, i vigili del fuoco, il Cai, le associazioni, le cooperative. Le famiglie, interrogate con un questionario, dovranno dare il loro consenso per una condivisione delle responsabilità, tema che agita le acque. Non saranno i grandi numeri del passato, 80mila in Lombardia. Un esempio: in una parrocchia da mille anime potrebbero esserci 60 bambini 6-11 anni. È stato calcolato che si riusciranno a formare 2 gruppi da sette, 14 richieste accontentate, più il team dei quattordicenni e gli over 16. «Deve essere un big bang, un’esplosione nel territorio», ha sostenuto don Claudio Laffranchini del Centro Oratori. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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