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08.12.2019

«Ho iniziato a 16 anni, ora ne ho 35. Che disonore...»

Una foto simbolica dello spaccio di droga tra cliente e pusher
Una foto simbolica dello spaccio di droga tra cliente e pusher

È arrivato in Italia a 16 anni, ma conosceva già l’eroina. Carlo, che è in comunità residenziale in una delle strutture della Cooperativa Mago di Oz, oggi racconta la sua storia con serenità, sebbene più della metà dei suoi 35 anni li abbia trascorsi in compagnia di alcol e droga. Eroina soprattutto, ma anche cocaina e cannabis da quando ne aveva quattordici. «I miei genitori mi mandarono qui a Brescia che avevo 16 anni, appena finita la scuola, proprio per allontanarmi dall’eroina che avevo già iniziato ad usare a casa», racconta. «A Brescia c’era mia sorella, qui mi ha accolto lei e dopo diversi anni sono riuscito a smettere quasi tutto. Lavoravo, facevo l’artigiano e stavo bene. Poi un giorno, per caso, un vicino di casa mi ha passato una dose di eroina, ho riprovato di colpo tutte le sensazioni che avevo dimenticato e nel giro di due o tre giorni sono diventato di nuovo dipendente». CARLO NON È orgoglioso della strada che ha percorso fino a qui: «Mi hanno ritirato la patente tre volte per abuso di alcol, mi hanno arrestato per spaccio e mi hanno sorpreso a rubare. Un disonore per me e la mia famiglia. Avevo tutto, non mi mancava niente». Eppure, per tanti anni alcol e droga «sono stati la mia fidanzata, ci pensavo continuamente, notte e giorno». Ora Carlo è in comunità da cinque mesi, e il percorso di riabilitazione prevede che ci stia per due anni. Se tutto andrà bene, trascorrerà l’ultima parte negli appartamenti della cooperativa in cui si testa l’autonomia. «Non vedo l’ora di uscire da qui e di sistemare tutti i casini che ho combinato. So che se voglio le cose possono essere diverse».

S.SAL.
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