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06.04.2020 Tags: Brescia

Hotel e ristoranti
in saldo nel
mirino dei cinesi

Sul portale immobiliare «venderefacileaicinesi» boom di inserzioni bresciane relative a hotel e ristoranti
Sul portale immobiliare «venderefacileaicinesi» boom di inserzioni bresciane relative a hotel e ristoranti

Valerio Morabito La Cina è vicina. Anche troppo. Prima l’onda lunga degli investitori privati di Pechino ha rivoluzionato il mondo del calcio con le clamorose cessioni di Milan ed Inter ai tycoon del Far East. Poi i rampanti imprenditori del dragone hanno messo della movida del Garda e sulla filiera della ristorazione della Bassa. Infine dopo aver esportato involontariamente il coronovirus in Europa, i cinesi potrebbero approffittare della svendita di bar e hotel messi in ginocchio dalle misure anti-contagio. Se nel recente passato la tendenza a mettere in vendita le aziende e gli immobili sui portali internet dei cinesi era marginale, ora il fenomeno è esploso. NELL’ULTIMO MESE le inserzioni sul portale «venderefacileaicinesi» si sono quintuplicate. E quelle bresciane superano ampiamente quota 150 per un valore complessivo di mercato di oltre 30 milion di euro. Molti imprenditori temono di non poter ripartire e prima di perdere tutto, cercano di realizzare. Scorrendo le inserzioni spicca un hotel a Salò offerto a 1 milione 450 mila euro, oppure una bar-ristorante a Moniga proposto a 450 mila euro. Sul lago, duramente segnato dalla pandemia, stanno aumentando gli immobili in vendita. Nella lista c’è a un anche un negozio in centro a Sirmione per 38 mila euro e un ristorante per 250 mila euro. E ancora a Salò c’è chi propone una locanda al prezzo di 59 mila euro. A Toscolano con 128 mila euro, si può diventare proprietari di un ristorante. Con qualche euro in meno, 120 mila, si acquista una trattoria a Limone. Bastano 45 mila euro per rilevare un bar a Lonato. La lista dei nuovi annunci è interminabile: un ristorante viene proposto per 150 mila euro a Bedizzole, una villa a Gardone Riviera per 580 mila euro, una gelateria a Manerba per 140 mila euro. La situazione non cambia molto sul lago d’Iseo, con un albergo nell’entroterra postato sul motore di ricerca immobiliare. Molte delle offerte risultano già opzionate da imprenditori cinesi, che grazie ad una importante disponibilità economica prelevano proprietà di qualsiasi genere. Così riescono a mettere le mani su fette del commercio locale. E adesso, con l’avvento del Covid-19, il rischio è che questo fenomeno subisca una accelerata. Nell'ultimo decennio, per esempio, sono stati tanti i bar passati da proprietari italiani a cinesi. È sufficiente girare il centro di Montichiari e Carpenedolo per rendersi conto di questa tendenza. Ma la lista potrebbe allungarsi. A REMEDELLO è in vendita un bar, ristorante e pizzeria per 150 mila euro, ma anche un capannone da 600 metri quadri per 280 mila euro, a Corzano un ristorante per 300 mila euro, una trattoria a Orzinuovi per 120 mila euro e uffici per 140 è mila euro nel centro di Manerbio. Non fa eccezione Borgosatollo, dove un appartamento residenziale è finito sul portale cinese. In sostanza si sta diffondendo la consapevolezza, per coloro i quali hanno bisogno di liquidità in tempi brevi, di affidarsi ad acquirenti in grado di pagare tutto e subito. L’altra Cina insomma, quella non colpita dal Conavid-19, sembra essere uscita prima di altri dall’incubo pandemia. E con la crisi globale che morde ed il drago cinese è pronto ad approfittarne anche nella nostra provincia. •

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