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16.07.2020 Tags: Brescia

I due stendardi
«double face»:
lavoro da maestri in Accademia

Lo stendardo di CremosanoSan Carlo BorromeoMadonna col Bambino (sul retro dello stendardo di San Carlo) di proprietà della Fondazione Casa di Dio
Lo stendardo di CremosanoSan Carlo BorromeoMadonna col Bambino (sul retro dello stendardo di San Carlo) di proprietà della Fondazione Casa di Dio

Gli studenti del corso di restauro dell’Accademia di Belle Arti Santa Giulia ci hanno lavorato per quasi dieci anni e ora li hanno restituiti ai legittimi proprietari dopo averli riportati alle antiche condizioni. Si tratta di due stendardi processionali del ’600 e del ’700 di proprietà della parrocchia di Cremosano (Cremona) e della Fondazione Casa di Dio Onlus di Brescia che furono affidati per un progetto conservativo alla scuola di restauro nel 2011 e che ora sono tornati a brillare. Lo stendardo cremonese raffigura di fronte la Madonna del Rosario e nel retro il trionfo eucaristico, ed è stato riconosciuto come opera del maestro Mauro Picenardi. L’opera di proprietà della Fondazione bresciana, invece, è più antica e raffigura San Carlo Borromeo sul fronte e la Madonna col Bambino e le anime purganti sul retro. Il funzionario della Soprintendenza di Brescia Angelo Loda ha riconosciuto la mano dell’autore in quella di Ottavio Amigoni, bresciano del Seicento. L’opera fu consegnata all’Accademia come dipinto su tela, solo in fase di restauro ci si è accorti che si trattava di uno stendardo, quindi con una raffigurazione anche sul retro. «È raro trovarsi a lavorare su stendardi, perché spesso si trovano in condizioni estreme di conservazione a causa della loro funzione» spiega Luisa Marchetti, la docente del corso di restauro che ha seguito gran parte del lavoro e che poi ha curato personalmente l’integrazione pittorica finale. «Avendo due facce dipinte per ciascun stendardo, è stato un lavoro particolarmente laborioso perché non si poteva usare il retro, ad esempio, per sistemare tagli e strappi» aggiunge la restauratrice. «In questo lavoro i ragazzi sono stati accompagnati a un incontro concreto con l’arte, anche fisico. Gli studenti di oggi sono giustamente attratti dalle nuove tecnologie, ma è il contatto con la materia a fornire le basi del lavoro» ha aggiunto la direttrice dell’Accademia Cristina Casaschi. «Queste opere sono libri su cui ci si educa all’arte, e un tempo erano la Bibbia dei poveri – commenta don Achille Viviani, parroco di Santa Maria Maddalena di Cremosano -. Come i libri, se si riempiono di polvere, nessuno li legge, mentre ora potremo tornare a guardarli». Lo stendardo della Fondazione Casa di Dio raffigura San Carlo Borromeo, «uno dei nostri protettori. È bello pensare che, proprio ora che stanno iniziando i nuovi ingressi nella casa di riposo, questo stendardo ritorni lì. È un piacere collaborare con l’Accademia che si è occupata di restaurare altre nostre opere» conclude la presidente della Fondazione Irene Marchina. «Fu il vescovo Giulio Sanguineti a volere fortemente che in Accademia aprissimo un corso di restauro, per operare sul grande patrimonio artistico e sacro di Brescia – spiega Giovanni Lodrini, ad del Gruppo Foppa -. Riconsegnare queste due opere meravigliose è per tutti segno di grande speranza». •

Silvana Salvadori
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