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19.10.2019

I fondi sbloccati in due tranche Fiducia 5S: «Vicina l’intesa»

Il ministro Costa con Alberti, Cominardi e Crimi a Roma
Il ministro Costa con Alberti, Cominardi e Crimi a Roma

La Loggia non precisa, ma il «non si parte da zero» del sindaco Emilio Del Bono significa la certezza di 35 milioni (dei 56 restanti), che il ministero dell’Ambiente «assicura di erogare per la Caffaro contestualmente alla firma dell’Accordo di programma e all’approvazione del Piano operativo di bonifica (Pob)». LO DICE il consigliere regionale pentastellato Ferdinando Alberti. E annuncia che sabato prossimo, in un previsto incontro con Del Bono, «presenteremo un programma politico Pd-M5S su Caffaro su cui saremo tutti d’accordo e permetterà di firmare l’acquisizione del sito per procedere alla bonifica». È un ottimismo condiviso anche da Vito Crimi e Claudio Cominardi, gli altri portavoce del Movimento che giovedì hanno sentito i tecnici del ministero dell’Ambiente prima che incontrassero l’assessore Miriam Cominelli e il direttore generale del Comune Giandomenico Brambilla. «Siamo convinti che sulla vicenda ci sia bisogno di una svolta», commentano i due, che giudicano «assolutamente positiva» l’interlocuzione con il dicastero guidato da Costa, e si dicono «pronti e disponibili ad avviare un confronto con l’Amministrazione comunale». Lo stesso atteggiamento «collaborativo» conferma Alberti, che esclude, comunque, la possibilità di erogazione dei 35 milioni subito senza un’acquisizione pubblica del sito industriale di via Milano. «Ora il commissario liquidatore Marco Cappelletto è ben felice di cedere l’area al prezzo simbolico di un euro – osserva -, ma dopo la bonifica potrebbe chiedere molto di più e il ministro Sergio Costa dovrebbe vedersela con la Corte dei Conti». Scarta pure l’ipotesi, avanzata da Del Bono, di un’acquisizione da parte della Regione o dello Stato stesso. «In tal caso sarebbero il Ministero o la Regione a decidere che fare dell’area, magari un polo per l’innovazione tecnologica delle bonifiche o altri progetti di loro competenza. A quel punto sarebbero quegli Enti ad averne la titolarità, mentre il Comune dovrebbe variare il Pgt e rinunciare ai suoi progetti sull’area». Con ogni probabilità sono tutte ipotesi affrontate nell’incontro romano di giovedì, e con la stessa probabilità scartate. L’ottimismo di Alberti sulla chiusura dell’accordo per sabato, tuttavia, dovrà pur avere qualche fondamento. «Le soluzioni ci sono - ripete – e sono state discusse, ora è il tempo di rimboccarsi le maniche e se c’è bisogno di altre garanzie per mettersi al riparo da grane penali e amministrative che potrebbero derivare da un sito pieno di veleni troveremo una soluzione anche a queste, partendo dall’erogazione dei 35 milioni nel contesto della firma dell’Accordo di programma». Certo è che il consigliere regionale fa partire l’ennesima sollecitazione anche al commissario straordinario Roberto Moreni. «Ha mandato a Roma un Pob che fa acqua da tutte le parti – osserva –, quando la sua approvazione definitiva è condizione necessaria per la firma dell’Accordo e per tutto il resto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

MI.VA.
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