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26.11.2020 Tags: Brescia

I nomi di tutte le donne vittime delle violenza sugli alberi a Fiumicello

I nomi delle donne assassinate dal 1989 nel bresciano oscillano al vento: l’intervento del gruppo Num«La democrazia passa per la libertà delle donne», Camera del LavoroLe componenti del collettivo Non una di meno BresciaL’interesse di  molti partecipantiGli striscioni del gruppo donne di Sant’Eufemia che lavora molto sull’educazione a un linguaggio inclusivo
I nomi delle donne assassinate dal 1989 nel bresciano oscillano al vento: l’intervento del gruppo Num«La democrazia passa per la libertà delle donne», Camera del LavoroLe componenti del collettivo Non una di meno BresciaL’interesse di molti partecipantiGli striscioni del gruppo donne di Sant’Eufemia che lavora molto sull’educazione a un linguaggio inclusivo

«Siamo il grido altissimo e feroce di tutte quelle donne che non hanno più voce»: in coro il gruppo Non una di meno (Num) Brescia ha concluso la sua azione simbolica messa in atto ieri mattina ai giardini di via Bevilacqua, quartiere Fiumicello e teatro, negli ultimi anni, di ben tre femminicidi. Per questo l’area verde antistante le Poste è stata intitolata a «tutte le donne vittime della violenza patriarcale», tramite una targa affissa ad una pianta, sui rami della quale pendevano i nomi delle donne assassinate a partire dal 1989 nel Bresciano, un territorio con «un tasso di femminicidi altissimo - hanno spiegato alcune esponenti di Num -; nel solo 2020 ben cinque sono state assassinate dai loro partner, ex-partner, conoscenti. Uccise da un maschio violento o perché volevano rompere un rapporto tossico o perché avevano ripreso la loro vita o perché sono diventate preda sessuale». NON SONO MANCATI rifermenti alla pandemia: «Nel passato lockdown la violenza di genere e i femminicidi si sono triplicati e sono ancora prima di tutto le donne a pagare il prezzo dell'emergenza sanitaria. Come in tempi di “normalità”, la famiglia e la casa continuano a essere luoghi di oppressione e conflitto» secondo gli esponenti di Num, che vedono anche «i tribunali e gli ospedali» come «luoghi di violenza istituzionale». Affermazioni pesanti proprio in un momento in cui gli ospedali si trovano in prima linea a gestire l’emergenza sanitaria. Ma per Num questa sarebbe stata spesso «sfruttata politicamente per attaccare il diritto alla salute riproduttiva delle donne e per ostacolare cure e operazioni mediche per le persone trans. Il lockdown e il numero elevato di obiettori e obiettrici negli ospedali all’interruzione volontaria della gravidanza». Oltre all’azione di ieri Num invita alla partecipazione a un’assemblea sul suo Facebook: sabato alle 17 si discuterà di «violenza sui nostri corpi, sulle esperienze di antiviolenza e sulle prospettive di lotta, nel contesto della sindemia, insieme a referenti di alcune realtà locali come il Centro antiviolenza Butterfly, il Cav di Chiare-acque, la Casa delle donne di Brescia, la Casa rifugio Terre Unite, La Fenice - Gruppo T Orlando Arcigay e altre ancora». Dall’altra parte della città, ma unito idealmente a Num, il gruppo donne di Sant’Eufemia ha voluto manifestare, con uno striscione appeso nella via principale del quartiere, per ricordare alcune delle sue parole d’ordine, sviluppate da anni e incentrate, oltre che sul rifiuto della violenza, «sull’educazione a un linguaggio inclusivo che non usi il maschile come universale anche nel lessico istituzionale e mediatico, oltre che richiesta di rappresentanza al 50% in tutti gli ambiti politici», spiegano le promotrici. «La democrazia passa per la libertà delle donne» era invece la scritta dello striscione affisso sulla facciata della Camera del Lavoro, che ha promosso «iniziative di sensibilizzazione, che si accompagnano all’azione politica e sindacale quotidiana per rendere il nostro Paese, le case e i posti di lavoro, luoghi di pace e uguaglianza». Tutto ciò si è sommato alle iniziative del Comune (dalla Loggia illuminata di rosso alla maratona di lettura su Facebook) e di altre realtà. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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