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21.05.2019

I pensionati della Cgil si rivolgono all’Europa: «Deve aprirsi al mondo»

Il tavolo dei relatori nel Salone Vanvitelliano a Palazzo LoggiaStefano Landini
Il tavolo dei relatori nel Salone Vanvitelliano a Palazzo LoggiaStefano Landini

I giovani e l’Europa: argomento che suscita fiumi di parole. E per la terza età quale spazio di rappresentanza esiste all’interno di quella casa comune chiamata Ue? Cosa significa sentirsi europei per chi ha vissuto gli anni della speranza postbellica e poi la stagione della disillusione? Domande che hanno aperto la quinta edizione del Festival Risorsanziani, promosso dalla Spi Cgil Lombardia e che ieri ha fatto tappa a Brescia in collaborazione con la segreteria provinciale del sindacato pensionati. Il primo di una serie di incontri ha esordito ieri pomeriggio in Salone Vanvitelliano, instillando benefiche gocce di linfa europea in vista dell’appuntamento elettorale di domenica prossima e replicando con la forza di un progetto inclusivo di cittadinanza nato nel secondo dopoguerra agli altisonanti echi sovranisti che minano le basi dell’unità duramente conquistata. Aperto dalle note dell’Inno alla Gioia — eseguite da un trio d’archi di studenti del Conservatorio Marenzio —, il dibattito ha sviscerato il tema di un’Europa che per salvarsi dalle spinte regressive deve trasmettere il valore dell’intuizione federalista di Altiero Spinelli a tutte le generazioni. «I GIOVANI credono ingenuamente che tutto sia dato una volta per tutte, mentre i vecchi hanno messo da parte le speranze e vivono un processo di disillusione: è tra questi due poli che si deve sviluppare una riflessione critica sugli odierni Stati nazionali e un’idea di cittadinanza estesa oltre gli attuali confini» ha auspicato Lorena Pasquini, responsabile dell’Archivio storico della Camera del Lavoro. «Per rafforzarsi come entità autonoma e credibile - ha aggiunto -, l’Europa non può chiudersi in se stessa, ma è chiamata a mettere al centro il dialogo con il mondo e a considerare il Mediterraneo quale orizzonte privilegiato per sperimentare una politica estera condivisa e autorevole». Appello che si è intrecciato al vivo richiamo a fare memoria del passato . Sullo sfondo non poteva perciò mancare il riferimento all’impegno antifascista, da rinnovare in occasione del quarantacinquesimo anniversario della strage di Piazza Loggia. «Guardando ciò che l’esperienza politica e sindacale bresciana insegna ho fiducia che il destino europeo non sia inscritto nel populismo e che ci siano ancora spiragli d’azione per avanzare lungo il cammino che porta all'affermazione, dell’uguaglianza della giustizia sociale», auspica Stefano Landini della segreteria nazionale Spi-Cgil.

DA.VIT.
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