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21.04.2019

I Verdi bresciani verso l’Europa Ecosistema e clima: le priorità

Foto di gruppo in piazza Loggia  per candidati e attivisti dei Verdi Europei
Foto di gruppo in piazza Loggia per candidati e attivisti dei Verdi Europei

La lotta ai cambiamenti climatici e la tutela prioritaria dell’ecosistema. Questi gli imperativi per portare in Europa la voce dell’ambientalismo, del progressismo femminista e della difesa dei diritti sociali e dell’economia sostenibile. Anche da Brescia la lista Verdi Europei-Green Italia lancia la sfida al sovranismo populista e punta al Parlamento di Bruxelles con una proposta politica che non suona come semplice iniziativa elettorale bensì come dichiarazione d’intenti fondata su un progetto di cambiamento a lungo termine: ripartire dal messaggio di Alex Langer per immaginare una crescita basata sul rispetto del bene comune, sulla riconversione energetica, sul rifiuto delle grandi opere distanti dalle esigenze dei territori. INTENZIONATO a conquistare tanto gli indecisi quanto una fetta consistente dell’elettorato 5 Stelle deluso dalla svolta «salviniana» e dal tradimento degli ideali ecologisti che contraddistinsero gli esordi grillini, il movimento del sole che ride stringe un’alleanza con la sinistra civatiana di Possibile con l’obiettivo, giudicato dai protagonisti «assolutamente fattibile», di superare la soglia di sbarramento del 4%. Nella squadra di candidati in corsa nella circoscrizione Nord-Ovest ci sono anche i bresciani Dario Balotta, attuale presidente del circolo Legambiente del Basso Sebino ed esperto di logistica e trasporti, e Chiara Rossini, attivista per la parità di genere e volontaria del centro antiviolenza Casa delle Donne di via san Faustino: i due sono stati presentati dalla co-presidente bresciana del Partito Verde Europeo Monica Frassoni, dalla portavoce nazionale Elena Grandi e dal coordinatore provinciale Salvatore Fierro. Centrale per entrambi i candidati è la partita che si gioca sul fronte della sostenibilità del sistema produttivo e distributivo, tema capace di unire le battaglie per il contrasto al consumo di suolo e per l’accoglienza dei migranti (giudicati vittime delle pazzie del clima), per l’abbandono delle fonti fossili e la promozione di un sistema di opere pubbliche basato sul valore della trasparenza. «Serve una svolta nella gestione del trasporto pubblico locale, nella regolamentazione edilizia e nella riconversione delle industrie inquinanti, ma anche una stretta sulla grande distribuzione organizzata e sui crescenti poli logistici che uccidono il piccolo commercio», ha sottolineato Balotta. «Ciò non significa penalizzare l'occupazione, ma anzi promuovere un modello di lavoro alternativo, innovativo e rispettoso dell’ambiente», è stato precisato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Davide Vitacca
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