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10.04.2020 Tags: Brescia

Il Centro Covid
raddoppia? Torna
l’ipotesi alla Statale

L’area dell’università dove sorge il campo da baseball
L’area dell’università dove sorge il campo da baseball

Eugenio Barboglio Brescia di centri Covid potrebbe alla fine averne due. Almeno questa è la prospettiva che si è aperta in queste ore. La conferma del reparto dedicato al coronavirus alla scala 4 del Civile ma anche dell’ospedale temporaneo all’Università di Ingegneria. Se il primo progetto è già in pista, ed è la priorità su cui ha puntato la Regione Lombardia, il secondo non è morto come sembrava. Almeno questo è quanto è emerso dall’incontro di ieri tra i sindacati dei medici Anaao, Umi, Anpo, Cgil, Cisl e Uil e la direzione del Civile. In vista di un possibile riaccendersi dell’epidemia, magari non con i numeri del picco attuale, ma comunque importanti, l’idea che hanno in serbo al Civile - ha spiegato Trivelli ai suoi interlocutori - è quella di una soluzione interna e di una esterna (non si esclude poi che centri Covid siano ricavati anche in Poliambulanza e altre strutture sanitarie). Il centro alla scala 4 e una struttura sul modello degli ospedali di Emergency al campus dell’università di Ingegneria - che avrebbe standard tecnologici all’altezza di quelli della Fiera di Milano se non superiori. Centottanta posti letto alla scala 4 e circa 120 al campus tra via Branze e viale Europa. Il dg Marco Trivelli ha illustrato questo scenario ai rappresentanti sindacali, dando garanzie di isolamento e sicurezza - era la principale delle preoccupazioni delle sigle dei medici - del reparto in via di ristrutturazione. Temi affrontati anche in serata dal Consiglio dei sanitari in una riunione fiume. Trivelli ha rassicurato anche sul fronte del personale: saranno stabilizzati i 220 operatori sanitari che hanno preso servizio in questa fase di emergenza. DAL PUNTO DI vista del personale, la giornata di ieri ha peraltro segnato un risultato significativo: 73 medici sono arrivati da ogni parte d'Italia all'aeroporto militare di Linate. E di questi, venti, ciascuno con specialità differenti, sono stati destinati agli Spedali Civili. La gran parte arriva da Roma, altri da Napoli, L'Aquila, Sassari, Lecce, Trieste, la Sicilia. Un potenziamento degli organici che il sindaco Del Bono invocava datempo, sollecitando Roma e Milano. «Personale - ha precisato l’assessore alla Protezione civile della Lombardia, Foroni - che andrà a sostituire i medici arrivati dalla Polonia». Il reparto Covid alla scala 4 sarà completamente isolato: l’unico ingresso sarà quello dalla parte della ex lavanderia e pre triage, mentre l’altro verrà murato. Il personale accederà dal piano terra, dove medici e infermieri si cambieranno completamente. I piani saranno open space per consentire una più agevole copertura del personale; vi saranno 6 letti di Rianimazione, una radiologia, postazioni mobili per radiografie e una Tac, tutte strumentazioni dedicate. Notevolmente potenziati anche gli erogatori di ossigeno. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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