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26.10.2020 Tags: Brescia

Il Civile sta
reggendo l’urto.
Ma l’allerta resta massima

Il direttore generale degli Spedali  Civili Massimo  Lombardo
Il direttore generale degli Spedali Civili Massimo Lombardo

Mentre la curva dei contagi continua a salire, la pressione sull’ospedale Civile si mantiene sotto controllo. Con la consapevolezza, però, che la situazione potrebbe evolvere molto rapidamente ed è necessario tenersi pronti. A fare il punto della situazione della struttura cittadina, che è uno degli «hub» individuati dalla Regione per il Covid, è il direttore generale Massimo Lombardo. Direttore, dal punto di vista epidemiologico la situazione è preoccupante. E in ospedale? «In Lombardia e in Italia la curva è importante ma devo dire che, rispetto ad altre strutture, siamo un po’ meno sotto stress. Stiamo però lavorando in previsione di quello che può succedere perché non conosciamo l’evoluzione dell’epidemia e sappiamo che in pochi giorni la pressione può aumentare di molto», E il pronto soccorso? In alcuni ospedali si stanno creando code e intasamenti; in altre strutture la difficoltà ad individuare immediatamente pazienti positivi sta creando problemi.. «In questo momento non abbiamo nessuno in insufficienza respiratoria, sono arrivati pazienti sintomatici con febbre, alcuni positivi al Covid, altri classificabili come polmoniti, ma la situazione non è assimilabile a quella di altre province. Molti malati fanno tamponi già ai primi sintomi, molto precocemente, c’è maggiore attenzione rispetto a marzo. Il fatto di avere a disposizione un percorso che consente ai medici di medicina generale di prenotare il tampone fuori dall’ospedale e avere risultati velocemente è molto utile perché consente di isolare i positivi e i loro contatti. Non solo. L’esperienza dei nostri medici e degli infermieri, che probabilmente hanno visto più pazienti Covid che nel resto d’Italia, consente di gestire al meglio i malati anche nella fase iniziale, di ingresso in ospedale». A proposito di fase iniziale, il tendone per il pre triage sarà riallestito? «Ad oggi non abbiamo numeri che ci costringono al pre triage, il nostro triage è sufficiente; se i numeri aumenteranno separeremo il triage». Quanti sono i ricoverati Covid e a che ritmo stanno arrivando? «I pazienti Covid sono un centinaio compresi quelli che abbiamo trasferito a Montichiari, poi ci sono i pazienti in terapia intensiva che sono attualmente 14 su 16 letti disponibili. Il ritmo è più o meno costante. Ci stiamo organizzando per convertire e ampliare la disponibilità e ci prepariamo per vedere cosa succederà nei prossimi due tre giorni». Vi state organizzando per smantellare alcune attività ordinarie? «No anzi, stiamo potenziando una parte della gestione delle patologie tempo dipendenti; anche con l’espansione del virus rimaniamo il riferimento della provincia per alcune patologie, dalle cardiovascolari alle neurochirurgiche». •

NA.DA.
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