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27.10.2020 Tags: Brescia

Il commercio
lancia un grido
di dolore

I manifestanti ieri in PrefetturaTante serrande giù: il momento è molto delicato per il tessuto commerciale bresciano FOTOLIVE/Fabrizio Cattina
I manifestanti ieri in PrefetturaTante serrande giù: il momento è molto delicato per il tessuto commerciale bresciano FOTOLIVE/Fabrizio Cattina

«Una situazione drammatica», non usa giri di parole Carlo Massoletti, presidente di Confcommercio Brescia «seriamente preoccupato del futuro di migliaia di imprese locali» alla luce del nuovo Dpcm, entrato in vigore ieri, e che impone lo stop di palestre, piscine, sale giochi, teatri – e molto altro - e la chiusura alle 18 di tutte le attività di ristorazione, bar, pub, pasticcerie e gelaterie. «Stiamo ricevendo dai nostri soci telefonate disperate ma soprattutto arrabbiate. Sono profondamente allarmato – dichiara -, al Governo non c'è piena contezza del danno che si sta creando e che oltre a un'emergenza sanitaria ce n'è una economica altrettanto grave». ATTIVITÀ che hanno affrontato importanti investimenti per l'adeguamento degli ambienti di lavoro nel rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure di contenimento contro la diffusione del Coronavirus. Molte delle quali ancora in attesa degli aiuti del Governo, promessi mesi fa. «Non c'è più tempo da perdere: si devono mettere sul banco ingenti risorse. Che grattino pure il fondo del barile. Non ci interessa dove troveranno i fondi ma devono farlo - chiosa Massoletti -. Altrimenti avremo una miriade di realtà che non ce la farà a superare questo periodo. E tutti ne subiremo le conseguenze: ci saranno sul lastrico intere famiglie, si perderanno posti di lavoro, non si pagheranno liquidazioni per mancanza di denaro e si avranno buchi nelle banche – sottolinea -. Avere negozi vuoti porterà i centri urbani ad essere meno attrattivi e ne risentirà anche il mercato immobiliare». «Il nuovo Dpcm metterà in ginocchio il commercio – è la dura previsione anche di Stefano Boni, direttore generale di Confesercenti Lombardia Orientale -. Un lockdown mascherato che si ripercuote sul turismo, sulle strutture ricettive e tutte le attività. Le continue raccomandazioni a non muoversi da casa e lo smart working porteranno a un rallentamento evidente dei consumi. In mezzo a questo mare di decreti abbiamo bisogno di risposte immediate, scansando la possibilità di commettere gli errori già fatti», ribadisce Boni riferendosi ad interventi economici mirati e risorse adeguate, «perché il credito di imposta è utile ma le spese, gli affitti, gli stipendi, i fornitori necessitano di liquidità». Richiesta mossa anche da Cna Brescia. «Vogliamo azioni urgenti sugli ammortizzatori sociali, meccanismi di credito d’imposta per sopperire almeno in parte al crollo del fatturato, la sospensione del pagamento di oneri e tributi e compensazioni economiche degli affitti. Vogliamo una “pace fiscale”», invoca la presidente Eleonora Rigotti. Uno scenario complesso che non lascia spazio a dubbi. «Alle 18 la città si spegnerà, i bar e i ristoranti sono per noi un alleato che porta movimento e passaggio – dichiara Francesca Guzzardi, leader del Consorzio Brescia Centro -. Ma non ci sono alternative, dobbiamo adeguarci alle disposizioni e chi potrà valuterà nuove strategie con una diversificazione di orari puntando sul continuato». Ieri pomeriggio un'altra manifestazione accolta in piazza Vittoria. Decine di esercenti, commercianti e cittadini della provincia si sono riuniti per protestare contro le nuove restrizioni. Una delegazione è stata ricevuta dal prefetto che ha mostrato «piena solidarietà e vicinanza a tutti i commercianti per le difficoltà derivate dal Dpcm e che si farà portavoce con il Governo», chiedendo però che le proteste non sfocino in disordini sociali e violenze. «Abbiamo cercato di rispettare ogni disposizione, abbiamo affrontato investimenti per mettere tutto a norma come richiesto ed ora ci chiudono di nuovo. La difficoltà è sotto gli occhi di tutti», dichiara Angelo del «Coffice Leno» tra gli esercenti ricevuti in prefettura. Lunedì è previsto un nuovo incontro, dopo il presidio delle 19 in piazza Vittoria. Altre manifestazioni si attendono in settimana. •

Marta Giansanti
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