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15.09.2019

«Il Parco delle Cave sia naturalistico»

Il Parco delle Cave deve essere un parco urbano o parco naturalistico? Non è una questione di mere definizioni ma «di visione politica e di lungimiranza», secondo il Comitato spontaneo contro le nocività che da dieci anni «denuncia i pericoli ambientali presenti e li contrasta, anche con vittorie come l’impedimento della costruzione della discarica di via Brocchi - specifica Giovanna Giacopini del Comitato che esplicita la posizione di tutto il gruppo – a favore di un vero e proprio polmone verde a vocazione naturalistica». IL PARCO delle Cave non deve quindi diventare un’area gestita per favorire le attività umane ma quelle ambientali, secondo il Comitato, che contrasta così le intenzioni del Comune che invece sta lavorando per trovare un comitato di gestione per il Parco, attraverso la sottoscrizione di patti di collaborazione con associazioni, gruppi e privati. «L’amministrazione si vuole liberare del problema della manutenzione e della gestione delle aree rientranti nei confini del Plis delle Cave di San Polo e Buffalora - afferma Daniele Marini del Comitato – privilegiando le attività ludico-sportive e relegando la natura ad un ruolo di importanza marginale». Il Comitato contesta il disegno del Comune: «Invece di considerare quest’area strategicamente rilevante, centrale e funzionale al miglioramento della malsana aria cittadina, l’amministrazione ritiene opportuno liberarsi dell’impegnativo compito e affidare di fatto ai privati la gestione del bene pubblico», osserva l’avvocato Pietro Garbarino che offre supporto legale alle lotte del Comitato. Garbarino fa anche notare che questa politica comunale è anche antieconomica perché «se il Parco delle Cave diventasse un’area di interesse regionale potrebbe avere dei finanziamenti che invece non ha nella veste, attuale, di Plis, ovvero a interesse locale». Ma allora, ci chiede il Comitato, «perché il Comune non vuole che diventi un Parco Regionale?». Gli attivisti sanno che la loro posizione è impopolare, perché tale risulta chi non vuole sport, concerti, iniziative di vivibilità umana all’interno del Parco della Cave; così come impopolare è rifiutare la costruzione di parcheggi nei suoi pressi, come invece sta avvenendo. «Ad una città così malata dal punto di vista ambientale come Brescia non serve un altro parco urbano; serve una visione lungimirante, non populistica: certo, non porta voti ma nel futuro ripagherà tutti perché la salute è un bene comune e non elettorale» conclude Garbarino. Il Comitato si è offerto per svolgere attività di divulgazione ambientale e corretta fruizione, ma la richiesta è stata respinta dall’amministrazione. •

IR.PA.
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