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19.10.2020 Tags: Brescia

Il prefetto ai
bresciani: «Rispettiamo
le regole per battere il mostro»

Il prefetto Attilio Visconti con il Premier Giuseppe Conte in Broletto
Il prefetto Attilio Visconti con il Premier Giuseppe Conte in Broletto

Mentre Regione e Governo hanno rimesso mano a ordinanze e Dpcm per arginare la seconda ondata della pandemia, nel Brescia i numeri parlano chiaro: 905 positivi in 18 giorni come non si registrava da maggio insieme a 5 nuove croci in 16 giorni. Da qui l’esigenza di richiamare tutti al rispetto delle regole e al buonsenso comune. Lo sanno bene in Prefettura, dove il Prefetto di Brescia, Attilio Visconti, ha richiamato tutti alla «responsabilità sociale» chiarendo come gli atteggiamenti virtuosi dei singoli contribuiscono in questa fase a tenere al morso la pandemia. «LA PREFETTURA non ha mai smesso di seguire l’evoluzione dello stato pandemico - ha rimarcato Visconti - anche se negli ultimi mesi aveva diminuito la sua virulenza iniziale. Sono rimasto in strettissimo contatto con i vertici del sistema sanitario bresciano applicando in maniera puntuale le indicazioni che il Governo ha dato negli ultimi mesi modulati a seconda dello stato pandemico. Una ttenzione sempre attiva tanto che i web team istituiti durante il lockdown hanno continuato e continueranno ad essere operativi. Penso ad esempio a quello del trasporto scolastico, nodo nevralgico per consentire che l’essenziale ripresa dell’anno scolastico avvenga senza criticità di rilievo, e quello con le imprese. Sicuramente la scuola è e rimarrà il tema centrale su cui insistere per trovare soluzioni come del resto indicato da Governo e Regione». Come dire che Brescia è pronta a reggere l’urto della seconda ondata senza però dimenticare quello che è stato e sarà nei prossimi mesi. «Ogni fenomeno storico va esaminato per capire come affrontarlo adeguatamente se si dovesse ripresentare, anche se questo è recentissimo e non ancora esaurito - ha ribadito Visconti -. L’intervento da fare in queste ore sarà su due livelli: da una parte quello culturale facendo capire che le regole vanno seguite, quindi quello organizzativo per consentire alla provincia di coordinare ogni istituzione ed evitare problemi. Le strategie adottate in piena emergenza hanno sortito efficaci effetti e stiamo agendo su queste rafforzando i momenti di coordinamento con gli altri enti». Da qui il continuo dialogo con la Curia e con le amministrazioni locali. «Le misure a tutela della collettività e di contrasto alla diffusione della pandemia sono disposizioni governative e che le Regioni possono solo renderle solo più restrittive - ha precisato il prefetto pensando a Dpcm e ordinanze lombarde -. Brescia, come le altre realtà nazionali, intraprenderà tutte le iniziative necessarie per poter affrontare ogni situazione critica che possa accadere. Per ora, però, proseguiamo gestendo il quotidiano. In questo senso lavoriamo perchè la Mille Miglia possa partire. Domani mattina sarà presentato il tracciato per evitare il centro storico. In questa scia anche la visita del presidente Sergio Mattarella del 29 ottobre rimane confermata seguendo naturalmente tutti i protocollo anti-covid». Collaborazione interistituzionale e appello ai giovani perchè seguano le regole. «Sicuramente l’approccio collaborativo permanente con le realtà locali si è dimostrato un elemento fondamentale: il monitoraggio continuo di ciò che avveniva nei Comuni ci ha consentito di avere il polso della situazione 24 ore su 24 e di poter intervenire direttamente - ha concluso il prefetto -. Una più matura consapevolezza collettiva rispetto a quello che potrebbe avvenire sarà di aiuto. A Brescia tutti usano le mascherine ed è un bene. E’ lo scatto culturale che serve. L’adozione di comportamentali già collaudati, come quelli che si stanno profilando nei prossimi interventi normativi, non verrà vista in maniera traumatica come è avvenuto nella prima parte del 2020 quando non conoscevamo il nemico. Siamo di fronte ad un mostro non ancora del tutto conosciuto. Quello che ci aiuta in queste settimane è quello fatto in primavera, con la consapevolezza che si può vincere». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

GIU.S.
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