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11.11.2019

Il ricordo di Marina Fasser uccisa in bici a 31 anni

La bicicletta con il fiore posato in ricordo di Marina Fasser
La bicicletta con il fiore posato in ricordo di Marina Fasser

Nel viaggio dei bresciani a Berlino c’è stato anche un momento di ricordo intimo, di una storia di amicizia e collaborazione che riguarda una nostra concittadina tragicamente scomparsa nella città tedesca nel giugno del 2017: Marina Fasser aveva 31 anni e a Berlino fu investita da un camion mentre pedalava. ORIGINARIA di Montirone, Marina era figlia dell’ambientalista Eugenio Fasser; viveva nella capitale tedesca poiché aveva raggiunto la sorella Alicaia, ma era una vera una cittadina del mondo: dopo gli studi superiori aveva viaggiato in Cile, Brasile e Svezia e nel 2005 si era iscritta alla facoltà di Arabistica a Torino, approfondendo poi la cultura araba all’università di Damasco, dove era entrata in contatto con l’arabo classico (la lingua ufficiale del Corano) ma anche con il dialetto siriano. Dopo la laurea nel 2009 aveva frequentato un master annuale a Londra e nel 2011 già altri si dedicò all’arabo del Marocco e alla solidarietà internazionale con l’Ong «Chantiers sociaux marocaines» di Rabat. Nel 2014 la sua passione per le lingue la riportò a Brescia per insegnare lingue straniere, lavorando anche in alcuni progetti di assistenza ai minori, dove venne in contatto con la cooperativa «Il Calabrone» che ha organizzato il viaggio di questi giorni a Berlino.

IR.PA.
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