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02.06.2020 Tags: Brescia

«Il suo irripetibile lampo di talento illumina un’era»

«Fulminea, impressionante, breve, memorabile». Così Massimo Minini, noto gallerista bresciano tra i più stimati del mondo, ai tempi presidente della Fondazione Brescia Musei, ricorda l’installazione di Christo del 2016 sul lago d’Iseo. «Mi sono chiesto spesso perchè un artista deve lavorare anni per portare a termine un progetto che poi si esaurisce in sole due settimane - osserva Minini -. La risposta è una sola: è proprio la sparizione a rendere preziosa l’apparizione, a far entrare l’opera nel mito. The Floating Piers non era una “strada“ qualsiasi, costruita per congiungere Sulzano a Peschiera, ma era un sogno che ha permesso a più di un milione di persone di camminare sull’acqua. Un miracolo. E diciamo che il nome dell’artista ha contribuito non poco...». PER MININI «Christo è stato l’ultimo dei grandi paesaggisti del XX secolo, tra i più grandi esponenti della Land Art. C’è stato un momento in cui gli artisti hanno iniziato ad intervenire sul paesaggio, non solo per rappresentarlo, ma per modificarlo - sottolinea il gallerista -. C’è chi ha tagliato e bucato montagne e vulcani, lui ha trovato la cifra dell’impacchettamento per nascondere. E il nascondimento fa parte della creazione del mito, riporta ai templi, dove la parte più segreta cela il tesoro». Christo «ha attraversato tutto il dopoguerra da protagonista. Scappato dall’Est, è arrivato prima a Parigi, poi è finito a New York. Aveva un grande fiuto: aveva capito che il mondo era lì. E anche il suo lavoro è mutato. Quando vai in America, tutto diventa più grande. Prima imballava oggetti, poi si è trovato ad impacchettare centinaia di miglia di costa australiana, persino un fiume, fino ad arrivare sul lago d’Iseo per la sua grandissima opera. Noi abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una delle sue più importanti installazioni, l’ultima che ha seguito personalmente, passo dopo passo. Come diceva lui stesso, l’arte continua, e le sue opere potranno essere realizzate anche dopo la sua morte. Ma non sarà più la stessa cosa». E infatti il suo progetto di «impacchettare» l’Arco di Trionfo a Parigi, rinviato per pandemia, è stato riprogrammato per l’autunno del 2021, e vedrà la luce senza il suo autore. Umberta Gnutti, che con il marito Franco Beretta aveva accettato di «prestare» per 16 giorni l’isola di San Paolo all’opera d’arte di Christo, conserva il ricordo di «un’estate bellissima. Ho ancora negli occhi le sensazioni e le emozioni, l’energia positiva e l’euforia della gente che arrivava da tutto mondo per camminare sull’acqua. Rimane sicuramente un po’ di malinconia, pensando a quei momenti così caotici ma allo stesso tempo spensierati». Il pensiero va anche a Germano Celant, scomparso un mese fa. «The Floating Piers è stato il risultato di una catena di rapporti - spiega Umberta Gnutti Beretta -. Tutto è iniziato a luglio del 2014 a Milano, a casa di Celant, che poi è stato anche il fautore della mostra in Santa Giulia, che inizialmente Christo non voleva fare. Ora se ne sono andati entrambi, a distanza di poco tempo, e questo è sicuramente molto triste». Ma «il ricordo resta. Ognuno ha vissuto The Floating Piers alla sua maniera, come voleva lo stesso Christo - conclude Umberta Gnutti -. Ognuno ha provato sensazioni ed emozioni diverse. Io provo un’immensa gratitudine per aver avuto l’opportunità di partecipare ad un’operazione irripetibile e così importante per Brescia e per tutto il lago». «Vola libero nel cielo come hai sempre fatto sulla terra» è il messaggio postato da Marisa Zanotti, sindaco di Sale Marasino. «È partito per il suo ultimo viaggio Christo, l'artista eclettico che ha cambiato il nostro lago. Un uomo che ha avuto una vita piena di progetti, di luoghi e di persone. Grazie per il momento magico che hai regalato a tutti noi, che siamo stati la tua squadra e parte attiva del progetto The Floating Piers». Tra i commenti sulla perdita di un grande artista come Christo, morto domenica a New York all’età di 84 anni, c’è anche quello del presidente della Regione, Attilio Fontana: «La bellezza, la scienza e l'arte trionfano sempre. Questa è la frase che spesso ripeteva il poliedrico artista innamorato della Lombardia. La sua opera, la sua passerella sul lago d’Iseo, ha permesso a migliaia di turisti provenienti da tutto il mondo di guardare la nostra terra da un punto di vista diverso. L’arte non ha tempo - conclude Fontana -, così come la nostra riconoscenza». Lo definisce «geniale» Stefano Bruno Galli, assessore regionale alla Cultura. «Vladimirov Yavachev è stato anche un importante pittore, e insieme alla moglie Jeanne-Claude ha rivoluzionato l'arte con la sua idea innovativa di impacchettare opere già esistenti per farcele godere in maniera diversa. Fare arte è scoprire, sperimentare, sorprendere, per incuriosirci ed emozionarci: Christo è stato unico in tutto questo». •

Cinzia Reboni
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