CHIUDI
CHIUDI

08.11.2019

Il Tar sblocca
la Caffaro: si
ritorna al lavoro

Nello stabilimento della Caffaro potrà riprendere la produzione dopo l’ordinanza del Tar FOTOLIVE
Nello stabilimento della Caffaro potrà riprendere la produzione dopo l’ordinanza del Tar FOTOLIVE

Non ci sarà nessun licenziamento, la produzione alla Caffaro di via Milano potrà riprendere. Lo ha stabilito la sezione prima del Tribunale amministrativo regionale, chiamata in causa dalla Caffaro Brescia, la società del gruppo Chimica Filini che nel 2011 ha acquistato il ramo di azienda che produce il clorito di sodio, 75 per cento della quantità nazionale usata nella depurazione delle acque. La Caffaro Brescia si è rivolta al Tar in seguito al provvedimento della Provincia di Brescia che, sulla scorta di sopralluoghi e relazioni dei tecnici Arpa al reparto di produzione del clorato, il 14 ottobre aveva diffidato l’azienda ad eliminare, entro 60 giorni, alcune presunte inosservanze dell’Autorizzazione integrata ambientale (Aia), imponendo, al contempo, la sospensione del lavoro nel reparto clorato. Il problema per Caffaro Brescia è stato che, bloccando il reparto clorato, si è fermato anche quello del prodotto finale, il clorito di sodio. Insomma, tutta la produzione dello stabilimento (attivo per il 25 per cento, la parte cioè che Caffaro Brescia acquistò dalla Caffaro Chimica otto anni fa). Unica funzione rimasta attiva è l’emungimento delle acque, indispensabile ad evitare che la falda tocchi il terreno avvelenato dello stabilimento.


LA PARTITA al Tar non è finita, a dicembre ci sarà il giudizio di merito. Ma intanto l’altro ieri i giudici hanno sospeso l’efficacia del provvedimento del Broletto, accogliendo alcune istanze della ricorrente. La Caffaro Brescia aveva scritto di non essere proprietaria delle quattro cisterne dalle quali è uscito il cromo. La proprietà è ancora della Caffaro Chimica, si legge nel ricorso, e pertanto dovrebbe essere quella società a provvedere allo svuotamento delle due cisterne ancora piene. Altro aspetto che ha spinto il Tar ad accogliere la richiesta di sospensione è quello occupazionale, cui si associa un profilo di sicurezza ambientale. Il blocco delle attività mette infatti a rischio il lavoro di 54 dipendenti, senza che vi sia uno comprovato stato di emergenza che lo giustifichi. Allo stesso tempo, con il blocco della produzione di clorito di sodio, entrerebbe in crisi il sistema della depurazione delle acque che conta sulla Caffaro per il soddisfacimento di gran parte del fabbisogno nazionale. I giudici hanno riconosciuto anche che il termine cogente di 60 giorni per eseguire le operazioni di svuotamento chieste dalla Provincia è troppo limitato, viste le problematiche di stoccaggio su cui Broletto e azienda si stanno confrontando. Tant’è che, accogliendo il ricorso, ordinano alle parti di costruire un percorso scandito da tempi ragionevoli per giungere alla messa in sicurezza. Un percorso che prevede che entro otto giorni l’azienda presenti una proposta operativa e che il Broletto risponda nei successivi dieci. Il 5 e il 14 dicembre sono fissati infine due pit stop di verifica degli adempimenti di messa in sicurezza, che non sono lo svuotamento e stoccaggio dei liquidi delle cisterne, ma tutti quelli collaterali (pulizia dei reparti, adeguamento dei bacini, tenuta delle vasche eccetera) che l’azienda ha in corso e per i quali il tribunale ha ritenuto comunque congruo il limite di 60 giorni per il loro adempimento. Dopo l’uscita dell’ordinanza del Tar, da fonti interne alla Caffaro Brescia si apprende che sul fronte occupazionale rientra la prospettiva di un licenziamento in massa e su quello produttivo l’attività sarà ripresa in tempi brevi.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1