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25.03.2019

Il treno «europeo»
torna a Brescia
carico di speranza

In valigia una ricca esperienza per tutti i ragazzi che hanno preso parte al viaggio
In valigia una ricca esperienza per tutti i ragazzi che hanno preso parte al viaggio

«La semina anche questa volta è stata buona: darà un altro buon raccolto»: sono parole di soddisfazione quelle di Romano Cominelli, del gruppo di sostegno del progetto «Un treno per Europa» che ieri ha terminato il viaggio della sua terza edizione che aveva come meta Salonicco, dove il centro studi «Iluoghi» ha condotto 300 studenti di 10 scuole bresciane e 60 adulti. Partito da Brescia mercoledì scorso, il gruppo ha sviluppato in Grecia il tema «Migrazioni». Cominelli, che da 11 anni aiuta nell’organizzazione (ancora una volta impeccabile) Lorena Pasquini, l’ideatrice di questo progetto, è contento soprattutto perché «questi viaggi lasciano segni profondi come ho riscontrato nel corso degli anni: molti studenti che sono stati con noi, hanno sviluppato, in seguito, percorsi di studio o scelte di vita sotto il segno dell’impegno sociale, o, per lo meno, della consapevolezza». Come Ilaria Loda, oggi al secondo anno di giurisprudenza, che da studentessa del liceo Calini aveva partecipato due volte al progetto de «Iluoghi» e che in quest’ultimo viaggio era tra la ventina di volontari dell’organizzazione: «Poiché al primo viaggio mi sono sentita curata e seguita nei minimi dettagli ho desiderato restituire le attenzioni ricevute; spero di aver contribuito a stimolare le riflessioni negli studenti che sono venuti a Salonicco». Obiettivo a quanto pare raggiunto, come confermano molti partecipanti, tra cui Stella Manerba, del liceo Gambara: «Torno arricchita e con più informazioni: prima non sentivo molto il tema delle migrazioni, non avevo nemmeno incontrato un profugo». Lo stesso per Rebecca Panigoni, del liceo Leonardo: «Non mi sono mai interessata prima di migrazioni, ora invece lo farò». Francesca Collio, del liceo De Andrè: «Ritorno cambiata e più consapevole, soprattutto di quel che succede all’estero e dei percorsi che fanno gli immigrati prima di arrivare a Brescia».

QUESTI VIAGGI non sarebbero possibili senza la collaborazione dei docenti che, senza ricevere nessun riconoscimento economico extra, anzi, dedicando molte energie, tempo e lavoro, non solo accompagnano le loro classi nei giorni di viaggio, ma le preparano duranti i mesi precedenti, camminando assieme ai propri studenti in percorsi di studio propedeutici. Paolo Signoroni, vicepreside del liceo Calini, è convinto che «queste esperienze, al di fuori dei programmi scolastici tradizionali, siano significative per la costruzione del futuro degli studenti». Lo stesso pensiero di Antonella Scaramuzza, docente al De Andrè: «Sono viaggi che contribuiscono a formare una cittadinanza europea». «Magari questo non si riscontra immediatamente – aggiunge la collega Paola Antonioli – ma i risultati già si notano nei video conclusivi che le classi hanno prodotto per questo percorso». Il riferimento è ai filmati, tutti di buon livello e di contenuti profondi, proiettati giovedì sera durante l’incontro avvenuto a Salonicco con le istituzioni bresciane e greche, durante il quale sono proposti i video realizzati gli scorsi mesi dagli studenti dei 10 istituti che hanno aderito a questa edizione del progetto. In proposito di lavori che rimangono a disposizione, anche quest’anno è possibile ritrovare ciò che è stato esperito grazie a «Next stop Salonicco», un reportage di viaggio prodotto da un gruppo di studenti, guidati dal progetto «Scuola del viaggio» di Pavia, (composta dal docente universitario Guido Bosticco, dalla visual desk di Repubblica Marianna Bruschi e dal fotoreporter Vincenzo Cammarata). Sulla piattaforma Medium.com si possono trovare le interviste e i lavori realizzati nei giorni trascorsi in Grecia, nonché il reportage finale. E’ stato un percorso giornalistico apprezzato (ben una sessantina gli studenti che vi hanno preso parte), come confermano Matteo Guizzi e Edoardo Capoferri, dell’istituto Lunardi: «Sebbene non pensiamo di voler fare i giornalisti da grandi, è stata un’esperienza formativa interessante». Ora Brescia attende gli appuntamenti di conoscenza e restituzione che verranno a breve proposti, come da impegno progettuale consueto per «Iluoghi», che, citando José Saramago, sostiene: «Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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