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11.09.2019

Il violino della pace unisce Cremona a Salò

Festa e soddisfazione alla consegna del violino
Festa e soddisfazione alla consegna del violino

L’hanno chiamato il violino della pace, perché dovrebbe consentire di sotterrare l’ascia di guerra tra Cremona e Salò. Lo strumento è stato realizzato dagli allievi della Scuola internazionale di liuteria della città del Torrazzo, guidati dai professori Angelo Sperzaga�e�Alessandro Comendulli, utilizzando il legno degli abeti della Val di Fiemme. LO SCORSO autunno la tempesta e le fortissime raffiche di vento, fino a 120 chilometri orari, hanno bloccato strade, tranciato i cavi dell’alta tensione e abbattuto quasi due milioni di piante. Immense le strisce di bosco completamente rase al suolo. Tra le zone più colpite, il parco di Paneveggio, dove Stradivari sceglieva i migliori abeti rossi di risonanza per i suoi violini. Tra le iniziative maturate nei mesi scorsi, il progetto che ha coinvolto il municipio di Salò, la Provincia autonoma di Trento, Federforeste, la Comunità� Alto Garda presieduta da Davide Pace e, appunto, la scuola che da 80 anni porta avanti la tradizione cremonese della liuteria. Ai ragazzi sono stati forniti tre metri cubi di legno, pari a 28 quintali, che, adeguatamente tagliato, è servito a fare pratica, e a ricavare nuovi strumenti. Tra cui una copia del mitico Ole Bull di Gasparo, quanto mai complesso e ricco di intarsi, che si caratterizza per la testa dipinta. L’originale apparteneva al musicista norvegese Ole Bornemann Bull, da cui ha preso il nome, ed è conservato a Bergen, vincolato da regole testamentarie che ne impediscono qualsiasi spostamento. La copia, realizzata nei mesi scorsi, è stata ufficialmente consegnata ieri, alla presenza del sindaco di Salò Gianpiero Cipani, del presidente - direttore sia del MuSa che del Vittoriale Giordano Bruno Guerri, e di numerose autorità. «Un momento di festa - ha detto Roberto Codazzi, direttore artistico dell’Estate musicale -. In passato la rivalità tra Cremona e Salò è emersa in maniera scomposta. Gli uni sostenevano che l’inventore del violino fosse Andrea Amati; gli altri, invece, Gasparo. Questo strumento che arriva sul Garda riavvicina in un certo senso le due località». «Non è stato facile realizzarlo - ha spiegato il professor Sperzaga -. I ragazzi si sono basati sulle foto dell’originale, custodito in Norvegia. Ne è uscita un’opera straordinaria. Il maestro Alessandro Quarta, dopo averlo suonato, mi ha detto: “Ho sentito il lamento delle piante cadute in val di Fiemme”». • �

Sergio Zanca
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