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23.10.2020 Tags: Brescia

Impianti sportivi,
i conti sono in
profondo rosso. E si medita la class action

Le parole di Conte hanno provocato indignazione nel mondo dei gestori di impianti sportivi, sia pubblici che privati. L’idea di intentare una «class action» per chiedere i danni al Governo è qualcosa di più di una provocazione. «È qualcosa che fa capire il livello di rabbia che è montato nella categoria», spiega Giorgio Lamberti, presidente della San Filippo spa, la società del comune di Brescia proprietaria di palazzetti, polivalenti, piscine, palestre, campi da calcio eccetera. «Quando abbiamo sentito Conte abbiamo sgranato increduli gli occhi» dice parlando al plurale, certo che il suo stupore sia stato quello di tutti nel settore. Del resto parlato con molti gestori, «mi confronto con loro tutti i giorni. Non solo con quelli bresciani. E mi raccontano di una pressione fortissima da parte di Ats, Nas, Guardia di finanza. Ma nessuno si lamenta di questo, anche perchè raccolgono complimenti per come queste strutture vengono tenute e gestite». Di fronte a questo spaccato, a maggior ragione c’è disappunto e delusione per le parole del premier, «che stanno creando ulteriori danni ad operatori, molti dei quali alla disperazione. Non mi stupirei se dopo l’inverno qualcuno venisse con le chiavi della palestra o della piscina dicendo che non può più andare avanti». Il settore è già in ginocchio: «Mettersi in regola entro una settimana è suonato come un ultimatum, a sproposito direi, vista l’alta professionalità di chi vi opera. Ma un ultimatum che ha frenato ancora di più la gente, provocando una contrazione di iscrizioni ai corsi, ad esempio», spiega Lamberti. CONSEGENZE negative non solo di categoria, ma collettive: «Pensiamo al patrimonio dei Comuni che rischia l’abbandono e dunque il deperimento, venendo a mancare la manutenzione. E per le giovani generazioni, che sono già in testa alle classifiche europee per obesità. Le società sportive sono agenzie della salute, non dimentichiamocelo, garantiscono il benessere psicofisico facendo tra l’altro risparmiare la sanità pubblica. Di questa consapevolezza non c’è traccia nelle dichiarazioni di Conte. Nè c’è traccia scientifica che palestre e piscine siano focolai». Sul fronte delle strutture, Lamberti ricorda l’opportunità dell’ecobonus al 110 per cento, «per il quale ci siamo battuti ma che ha il limite di valere solo per gli spogliatoi, non sempre facilmente distinguibili dal resto dell’impianto.Porterà al Comune di Brescia 1,5 milioni di euro da investire sulle strutture, ma se fosse calcolato sull’intera superficie ne porterebbe tra i 15 e i 16 milioni. Che grande opportunità di rigenerazione per l’impiantistica comunale e non solo sarebbe!». Il previsionale della San Filippo spa è la fotografia di questo scenario: «Alla fine dell’anno stimiamo che la società farà i conti con una perdita di circa 400mila euro. La Loggia che è il socio unico sta valutando aiuti economici. Quanto ai gestori dei nostri impianti, abbiamo consentito di allungare i contratti fino a due anni in più». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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