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09.08.2020

In Croazia dopo la maturità: studenti rientrano positivi

L’isola di Pag in Croazia è meta di divertimento per molti giovani. Agenzie bresciane gestiscono il business
L’isola di Pag in Croazia è meta di divertimento per molti giovani. Agenzie bresciane gestiscono il business

Dall’Italia all’estero per un party-trip e tornati a casa abbronzati, felici e malati. Si intensificano i casi di giovani italiani rientrati dalle ferie con Sars-Cov-2 dopo il viaggio della maturità in pullman, meta Croazia, organizzato da un tour operator di Brescia. Ultimi in ordine di tempo cinque diciannovenni veronesi. Il gruppetto, tutto di asintomatici, era sullo stesso bus delle ragazze padovane che alcuni giorni fa avevano appurato di avere il coronavirus dopo essersi aggregate ad un viaggio organizzato dall’agenzia che aveva creato un pacchetto vacanze per l’isola di Pag. NESSUNO di loro ha sintomi né, quindi, è stato ricoverato in ospedale. Facevano tutti parte di una comitiva di ragazzi veneti andati in pullman all’isola di Pag, meta verso la quale si organizzano dall’Italia viaggi specifici per festeggiare il conseguimento del diploma di maturità. Per i giovanissimi, una sorta di Ibiza sulla costa adriatica dove si spostano a migliaia, in pullman o in nave, per trascorrere una settimana tra concerti, feste e serate in discoteca. I veronesi del gruppo erano undici. Oltre a loro sono stati contagiati otto padovani. Una giovane ha raccontato che in quei giorni di vacanza là sulla costa adriatica croata nessuno aveva la mascherina, né in pullman né in discoteca: «Ci siamo adeguati», ha ammesso, riconoscendo a posteriori l’errore. Ma proprio da qui partono i moniti dei responsabili della sanità delle diverse regioni italiane che invitano a portare in vacanza le abitudini cui ci ha richiamato l’epidemia in questi ultimi mesi. Chi va in ferie, ovunque vada e a maggior ragione se si reca nei Paesi dell’Est (in cui è riscontrata una virulenza particolare), deve adottare tutte le precauzioni, senza cedere a un senso di «libertà». Quindi indossare la mascherina, lavarsi spesso le mani e mantenere la distanza sociale. E, soprattutto, non sottovalutare il rischio. Anche se nel luogo in cui andiamo, e dove è presente il coronavirus, non tutti adottano queste misure. La prima cosa da fare è proprio non adeguarsi a ciò che fanno gli altri, se non prendono le precauzioni dovute. CHI È TORNATO positivo dalla Croazia è asintomatico o presenta sintomi lievi. «Nessuno è ricoverato», conferma Pietro Girardi, dg dell’Ulss9 veneta. Oltre a questo, ci sono altri fenomeni che si registrano in questi giorni, come segnalato l’altro ieri dal presidente della Regione Veneto, Luca Zaia: «C’è il nuovo fenomeno dei contagiati asintomatici». Così come aumentano i bambini positivi, forse per una aumentata socialità dettata anche dalla frequentazione dei centri estivi. Che il fenomeno degli asintomatici sia dovuto alla stagione calda o a una minor virulenza non sa rispondere Girardi: «Noi osserviamo e registriamo il fenomeno. Ma meglio potrà dirci la comunità scientifica». Anche il giornale «La Nuova Ferrara» riporta la notizia di altri 18enni (una decina) rientrati a casa con il coronavirus dopo un party-trip a Corfù, organizzato anche quello da un’agenzia bresciana. Ma ci sarebbero casi di contagio anche dopo il rientro da Spagna, Perù e Malta. •

R.CR.
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