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19.11.2019

In passato il vecchio ospedalino In futuro il centro comprensivo

Un pannello della mostra allestita in salone Vanvitelliano FOTOLIVENella fotografia da sinistra Ricca, Rossi, Albini, Del Bono all’incontro a palazzo Loggia
Un pannello della mostra allestita in salone Vanvitelliano FOTOLIVENella fotografia da sinistra Ricca, Rossi, Albini, Del Bono all’incontro a palazzo Loggia

Le cure pediatriche hanno una storia antica all’interno della città, maturata a partire dal 1900, quando la municipalità di Brescia stanziò 50 mila lire per dar vita a un ospedale dei bambini in ricordo del re Umberto I. Da qui la peculiarità di un presidio interamente dedicato ai piccoli (uno dei pochissimi in Italia), ma anche le sfide di un’assistenza all’avanguardia che si proiettano fino al presente. «Bisogna imparare dal passato per rispondere alle sfide di oggi», ricorda Camillo Rossi, direttore sanitario degli Spedali Civili in cui l’Ospedale dei Bambini è incardinato. L’occasione è la mostra fotografica «C’era una volta l’ospedalino»- inaugurata in salone Vanvitelliano della Loggia nel trentennale della convenzione Onu sui Diritti dell’infanzia e dell’Adolescenza - per raccontare progressi medici, generosità civica e grandi benefattori che hanno fatto crescere l’ospedale pediatrico nell’arco di oltre un secolo. OGGI COME IERI l’Ospedale dei Bambini è in continua evoluzione, la sfida attuale è quella di dar forma a un centro pediatrico comprensivo che sappia offrire risposte ai bisogni di bambini e famiglie con un occhio proiettato al futuro. È stato costituito un gruppo di lavoro proprio per confrontarsi sui contenuti delle cure. «Stiamo ragionando sul lungo periodo – conferma Rossi -. In una società che cambia servono nuove modalità del prendersi cura, che guardi all’acuzie ma anche alla crescente platea della cronicità. Si stanno affacciando nuovi bisogni, come le cure di transizione, per bambini con patologie gravi che oggi riescono a sopravvivere e vanno accompagnati verso l’età adulta, o ancora le cure palliative pediatriche». Tutto questo sarà contenuto in un position paper, documento programmatico che il gruppo di lavoro licenzierà entro fine anno. «I MURI sono strumenti», dicono Rossi e Mauro Ricca, direttore medico Ospedale dei Bambini. Come a dire che le scelte sull’ampliamento dell’ospedalino di cui molto si è parlato dipenderanno dalle decisioni da prendere a monte sull’entità delle cure che si intendono offrire. Prima di ogni decisione serve una visione: e su questa partita anche il Comune camminerà insieme al Civile, perché «l’ospedalino è un patrimonio della città», ribadisce il sindaco Emilio Del Bono. La mostra sarà accompagnata da altre iniziative che culmineranno sabato con il convegno I diritti non sono capricci! I bambini possono cambiare il mondo, all’auditorium Camera di commercio, cui interverrà il direttore generale di Unicef Italia, Paolo Rozera (www.asst-spedalicivili.it). • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco
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