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31.05.2020 Tags: Brescia

Infanzia, paritarie a rischio Incognita per 22mila bimbi

Scuole a rischio sostenibilità
Scuole a rischio sostenibilità

«Le scuole dell’infanzia paritarie, per poter dire alle famiglie se potranno continuare il loro servizio, aspettano le decisioni del Governo, da un lato sulle linee guida per la sicurezza, dall’altro sul sostegno economico. Quello straordinario per questi mesi di chiusura e quello strutturale per la ripartenza. Ci spiace lasciare i genitori nell’incertezza ma dobbiamo sapere se l’andare avanti sarà sostenibile, in termini si spazi da reperire e di personale da aggiungere». Massimo Pesenti, presidente provinciale della Fism che riunisce le materne cattoliche, è molto chiaro sui rischi che corrono i 22mila bambini delle 255 scuole bresciane «che in molte realtà, soprattutto le piccole, non avrebbero alternative». SU QUESTO la Fism ha incassato l’appoggio del Consiglio provinciale che, all’unanimità, ha votato una mozione del consigliere Filippo Ferrari con la richiesta al Governo di attenzione al problema, in cui si avanza almeno l’ipotesi di rendere ordinario il contributo 0-6 anni che Regione Lombardia riconosce ai Comuni per trasferirlo agli asili. «L’attività di queste realtà educative- scrive la mozione- consente importanti risparmi al sistema scolastico nazionale, con un impatto sulla spesa pubblica di circa 600 euro a bambino contro i 6.000 di costo per le scuole d’infanzia statali». Il tema è stato al centro del consiglio nazionale della federazione, di cui è segretario generale il bresciano Luigi Morgano. Anche lui ha sostenuto: «Vanno verificate le condizioni di aperture realistiche, praticabilità, sostenibilità, copertura economica senza aggravi di sacrifici per le famiglie». La Fism aveva chiesto per sanare questi mesi 230 milioni ottenendone 65. Continua perciò la sua battaglia anche per ottenere l’allungamento degli ammortizzatori sociali al mese di giugno, rimasto scoperto. Non solo infanzia, il Covid ha messo in difficoltà il sistema delle paritarie: la Fondazione Scuola Cattolica (ex dorotee) di Valle Camonica ha posto la parola fine alla secondaria di primo grado e all’istituto tecnico di Cemmo di Capo di Ponte, mantenendo il centro di formazione professionale. La diocesi ha promesso il suo impegno per un futuro che appare però incerto, date le pesanti ripercussioni economiche della pandemia. •

MA.BI.
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