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04.11.2019

Infarto in carcere,
Bruno Lorandi in
terapia intensiva

Bruno Lorandi mentre è condotto in carcere nell’ottobre del 2007
Bruno Lorandi mentre è condotto in carcere nell’ottobre del 2007

Bruno Lorandi è ancora ricoverato in terapia intensiva nel reparto di Cardiologia dell’ospedale veronese di Borgo Trento. Il 69enne, ex marmista di Nuvolera, si è sentito male nel carcere di Verona dove sta scontando l’ergastolo per l’omicidio della moglie Clara Bugna commesso il 10 febbraio del 2007 nella abitazione della coppia a Nuvolera. Bruno Lorandi aveva appena terminato una lunga intervista televisiva in cui ha ripercorso la sua vicenda giudiziaria.


«AVERE RIPERCORSO per diverse ore sia la vicenda legata alla morte del figlio Cristian che quella della moglie lo ha provato - spiega il suo legale, l’avvocato Alberto Scapaticci -Questi sono i momenti più delicati, la fase più acuta. Nelle prossime ore i medici potranno essere più chiari circa le sue condizioni di salute». Un bollettino medico più preciso lo attendono anche le sorelle dell’uomo, le prime ad essere avvertite del malore che il fratello ha avuto all’interno del carcere veronese. Le sue condizioni sono immediatamente apparse gravi agli agenti della Penitenziaria che operano nel carcere di Verona e così è stato disposto il trasporto d’urgenza in ospedale dove Lorandi è ricoverato e piantonato.


NEI MESI SCORSI il 69enne (fu assolto per insufficienza di prove, dopo avere fatto sette mesi di carcere, per la morte del figlio Christian trovato senza vita in Maddalena nell’aprile del 1986 con un filo di ferro stretto al collo) attraverso il suo legale ha chiesto la revisione del processo (gli era già stata negata nel 2018) per l’omicidio della moglie trovata strangolata proprio da Lorandi rientrato a casa dopo avere saputo che la moglie non era andata al lavoro. «Ogni settimana chiamo la Corte d’appello di Venezia - spiega l’avvocato Scapaticci -. Al momento non c’è però alcuna novità». Lorandi si è sempre dichiarato innocente. «Abbiamo nuove prove che dimostrano che Lorandi non era in casa quando la moglie è stata uccisa- sottolinea il suo legale -. Non vogliamo suggerire altre pista, ma Lorandi lo si è voluto vedere come l’unico possibile responsabile, ma non è questa la verità. Alcuni accertamenti non sono mai stati fatti».

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