CHIUDI
CHIUDI

22.10.2019

Influenza, allarme
coperture vaccinali
Solo il 43% a Brescia

Il direttore dell’Ats Claudio Sileo si vaccina in Vanvitelliano FOTOLIVE
Il direttore dell’Ats Claudio Sileo si vaccina in Vanvitelliano FOTOLIVE

Il primo a dare l’esempio è stato il noto direttore d’orchestra Umberto Benedetti Michelangeli. Poi l’assessore Fabio Capra, il direttore generale di Ats Brescia Claudio Sileo, insieme a medici e docenti universitari. Chissà se questi testimonial vip, che ieri in Vanvitelliano si sono offerti ai flash mentre si sottoponevano all’antinfluenzale, serviranno a risollevare il trend in picchiata delle vaccinazioni contro l’influenza stagionale. LA SPIA più importante dell’andamento vaccinale sono gli over 65, cui l’immunizzazione viene offerta gratis (come per le altre categorie a rischio, fra cui malati cronici di ogni età, gravide, addetti ai pubblici servizi): nel 2015/16 nel Bresciano si era vaccinato il 51,5 per cento degli ultrasessantacinquenni, negli anni successivi le coperture si erano stabilizzate al 48,6 per cento, mentre l’ultima stagione 2018/19 ha fatto registrare un ulteriore crollo al 43 per cento. Se si considera che l’obiettivo minimo di copertura del Ministero della Salute è il 75 per cento, si capisce perché Ats Brescia stia correndo ai ripari, e abbia scelto la Loggia, «casa dei bresciani», per il lancio della campagna antinfluenzale che inizierà lunedì 4 novembre (ma negli studi medici si parte già il 28 ottobre), accompagnata da una comunicazione mirata per sensibilizzare i dubbiosi. «Il 43 per cento di copertura non basta, vogliamo e dobbiamo fare di più», ammette il direttore sanitario di Ats Brescia Laura Lanfredini. Per alzare il numero dei vaccinati si punta sull’incremento dei medici di medicina generale aderenti – sono 558, il 75 per cento del totale, contro i 515 dello scorso anno – che immunizzeranno i pazienti nel loro studio, e sulle 187 sedi vaccinali del territorio gestite dalle Asst Spedali Civili, Garda e Franciacorta (sedi e orari sul sito Ats). «L’influenza è una malattia da non sottovalutare – avverte Fabrizio Pregliasco, ricercatore di Igiene, Università di Milano -. È considerata un’evenienza banale, soprattutto dai “giovani” anziani, ma si dimentica il carico di complicanze che porta con sé». Lo scorso inverno si sono registrati 802 casi gravi e 205 morti, ma le stime indicano numeri molto più alti, che sfiorano i 10-15 mila decessi per le più diverse complicanze, da polmoniti virali a infarti e miocarditi facilitati dal virus influenzale, alle acutizzazioni di asma e broncopatie croniche. «Sono numeri inaccettabili visto che abbiamo uno strumento efficace e sicuro, il vaccino», osserva Francesco Castelli, ordinario di Malattie infettive UniBs. SI TRATTA di giocare d’anticipo, guardando un po’ più in là dell’immediato. Perché scegliere di vaccinarsi è anche un atto di solidarietà, «che facciamo per noi stessi e per gli altri – ricorda Sileo -, soprattutto per chi non può essere immunizzato, e trarrà sicuro vantaggio da una minore circolazione del virus». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lisa Cesco
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1