CHIUDI
CHIUDI

20.10.2019

«Intercultura a scuola, ricchezza da gestire»

Auditorium gremito  al convegno dell’Associazione Montessori
Auditorium gremito al convegno dell’Associazione Montessori

«Nessun bambino a scuola è straniero». Queste parole dello scrittore e pedagogista Daniele Novara bene sintetizzano lo spirito e gli interventi al convegno su «Identità e intercultura» promosso dall’Associazione Montessori, presieduta da Rosa Giudetti, che ha dato così il via alle iniziative in campo fino al 2020, anno dell’anniversario della nascita della celebre pedagogista. La sua lezione che prevede un’educazione aperta e tollerante del bambino che diventi cittadino dell’umanità- come dimostrato nel simposio davanti a 600 persone, insegnanti e studenti, nell’auditorium Balestrieri, è estremamente attuale. «Il bambino è luogo di grandi potenzialità. Il mondo in cui oggi crescono le nuove generazioni è già fatto di tante culture. La scuola bresciana contiene 137 nazionalità, il 20 per cento degli iscritti è straniero. Il mondo è già così, opportunità non paura. Nella mia ex parrocchia c’è via Corsica che comincia con una chiesa e finisce con una moschea. Per i bambini è già così» ha sottolineato don Fabio Corazzina, ora parroco di Santa Maria Nascente. «Non è tutto facile - ha spiegato Novara -. Esistono conflitti se in un Paese vivono 6 milioni di stranieri. Vanno gestite le divergenze culturali, creando un confronto, entrando nelle ragioni dell’altro, contestualizzando e rispettando i comportamenti, pena l’irrigidimento delle parti. Una donna velata non è una minaccia, chi mangia carne di maiale nemmeno, ognuno ha le sue radici. Una conflittualità sana rompe le appartenenze morbose. Così nella scuola è negativo quando si creano gli istituti ghetto, soprattutto all’infanzia e alle primarie». Telmo Pievani, docente di Filosofie delle scienze biologiche a Padova, ha smontato l’idea di razza. «Non esistono le razze umane nella genetica, la specie è giovane, nata 200 millenni fa in Africa, troppo migrante per avere tempo e modo di diventare razza. C’è invece il razzismo, radicato nel nostro cervello, che distingue tra il simile e il diverso che diventa una minaccia. Ma nelle classi tanti buoni progetti sono stati portati avanti, come quelli della Rete Montessori». STRUMENTI di lavoro con gli alunni per educare a una società cosmopolita sono stati portati da Verena Maria Welser, trainer internazionale montessoriana. Fra questi sta la poesia, «incrocio espressivo di fisicità, oralità, coralità, adatta a una formazione sanamente identitaria e interculturale», come sostenuto dallo scrittore Roberto Piumini. Il prossimo appuntamento è giovedì 24 nel salone Vanvitelliano della Loggia per la consegna del riconoscimento «Donne straordinarie» alla senatrice Liliana Segre. •

MA.BIG.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1