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05.08.2020 Tags: Brescia

«Intesa-Ubi al
top. Un
gruppo forte e remunerativo»

Carlo Messina: il banchiere romano è l’amministratore delegato del gruppo Intesa-Sanpaolo
Carlo Messina: il banchiere romano è l’amministratore delegato del gruppo Intesa-Sanpaolo

«Intesa Sanpaolo e Ubi hanno modelli di business simili, con culture e valori aziendali condivisi. Insieme, possiamo rafforzare un gruppo campione nazionale e leader a livello europeo, forte di oltre 1,1 trilioni di euro che gli italiani ci affidano. Insieme siamo più forti e abbiamo un maggiore potenziale di crescita». Concetti chiari, ribaditi con forza dall’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, commentando i risultati del primo semestre di Ca’ de Sass e l’esito dell’Opas sull’ex popolare. «POSSIAMO proiettarci nelle primissime posizioni tra le banche nell’Eurozona - ha aggiunto -: diventiamo la seconda banca per capitalizzazione, la sesta per risultato operativo e l’ottava per totale attivo. Saremo vicini o prossimi alla prima banca europea». Ma non è tutto. «Ridurremo i crediti deteriorati - ha sottolineato Messina - senza impatti sugli azionisti e pagheremo dividendi elevati. Ci sarà una grande attenzione al territorio e alle comunità, ai clienti e alle persone del gruppo Ubi Banca». La combinazione con l’ex popolare aggiunge «ulteriore valore - ha proseguito Messina -, creando importanti sinergie senza oneri sociali e con un rischio di execution molto basso dato l’eccellente track record di Intesa Sanpaolo nella gestione delle integrazioni in Italia». Guardando oltre confine Messina ha rimarcato che «siamo il secondo gruppo dell’Eurozona per valori di Borsa e abbiamo superato anche Santander. Mai nella storia una banca italiana è stata seconda in Europa per valore di Borsa». Inoltre, «con questa mossa abbiamo creato un ulteriore significativo distacco con l'altro player nazionale» (UniCredit), che ora «non è più la più grande banca italiana considerando anche gli asset fuori dal Paese, perchè lo diventiamo noi», ha precisato Messina. L’INCONTRO con la stampa sui conti - che hanno superato le attese con l’utile netto semestrale vicino a 2,6 miliardi di euro - ha offerto anche l’occasione per fare il punto sull’integrazione di Ubi: a guidarla sarà una figura il cui identikit corrisponde «perfettamente a Gaetano Miccichè», ha detto Messina. Miccichè, descritto come un banchiere poliedrico, nella sua carriera, tra l’altro, è stato presidente della Lega Calcio Serie A e vice presidente della Figc. Da aprile 2016 allo scorso luglio è stato leader di Banca Imi, da quest’anno ricopre la carica di chairman della Divisione Imi Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo. Il percorso «non è ancora formalizzato, bisognerà attendere il Consiglio di Ubi» di domani, ha aggiunto Messina. Nel 2021 si completerà la fusione per incorporazione di Ubi in Intesa. Ed è questo il focus sul quale tutti i manager di Ca’ de Sass sono concentrati, con Messina che ha preso l’impegno di «occuparsi personalmente della valorizzazione del personale che arriverà da Ubi Banca». Nei prossimi 6-9 mesi, dunque, Intesa lavorerà all’integrazione delle due banche ed anche per questo motivo il «consolidamento europeo non è una nostra priorità», ha detto Messina aggiungendo che la banca «non ha nessun interesse nell’Europa dell’Est. È difficile che l’effetto-Covid porterà le realtà europee a fare delle mosse». Con la fusione di Ubi, il nuovo gruppo prevede dal 2022 un utile netto non inferiore a 5 miliardi di euro e il «proseguimento di una strategia focalizzata sulla remunerazione per gli azionisti e sul mantenimento di solidi coefficienti patrimoniali», ha ricordato Messina. UN COLOSSO bancario che avrà il suo Piano di Impresa entro la fine del 2021, ovvero non appena lo scenario macroeconomico sarà diventato più chiaro. Nel frattempo Intesa Sanpaolo ha confermato la politica dei dividendi del gruppo, che prevede la distribuzione di un ammontare cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e al 70% per l’esercizio 2021, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalle Banca Centrale Europea. In aggiunta alla prevista distribuzione di dividendi cash da utile netto del 2020, Ca’ de Sass intende ottenere l’approvazione della Bce per il pagamento cash da riserve, l’anno prossimo, alla luce dei profitti netti 2019 allocati a riserve quest’anno. E questo perché «con il pagamento delle cedole si dà supporto all’economia reale», ha concluso Messina. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

R.CR.
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