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21.09.2019

Intimidisce magistrati A processo un 35 enne

Sono in servizio a Milano tre dei magistrati minacciati di morte
Sono in servizio a Milano tre dei magistrati minacciati di morte

Per mesi, da febbraio 2016 a luglio di quello stesso anno, ha mandato decine di email e fatto telefonato a carabinieri, Guardia di Finanza e uffici giudiziari di Milano, Varese, Vigevano e Pavia. Il contenuto sempre lo stesso: minacce di morte nei confronti di alcuni magistrati milanesi. L’uomo, un 35enne originario di Sant’Angelo Lodigiano e ora ospite di una struttura sanitaria lombarda, si trova a processo a Brescia (sono la procura e il tribunale di Brescia a occuparsi, per competenza territoriale, delle vicende che riguardano i magistrati milanesi) con l’accusa di minaccia e interruzione di pubblico servizio. Il processo, in corso davanti alla seconda sezione penale, è stato aggiornato a ottobre dopo che il giudice ha disposto una perizia psichiatrica sull’imputato. L’UOMO secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l’uomo nelle mail e nelle teflonate si spacciava per «killer omicida professionista», «killer di professione» o «killer perfetto» prendendo di mira i magistrati. Cinque quelli entrati nel processo come parti offese: due (Grazia Anna Colacicco e Rosa Muscio) sono in servizio tra la procura e il tribunale di Milano, uno (Alfonso Lauro) ora è in pensione dopo avere lavorato anche alla Commissione tributaria regionale delle Marche, una (Giovanna Di Rosa) è presidente del tribunale di Sorveglianza di Milano e l’ultimo (Giuseppe Geremia) è invece in servizio presso gli uffici del Giudice di Pace a Vigevano. Proprio all’indirizzo mail del Giudice di Pace di Vigevano il 35enne in una sola giornata, il 13 marzo 2016, aveva inviato 47 mail piene di insulti e minacce nei confronti dei magistrati onorari e dei militari che lì operavano e per spaventare ancora di più aveva contattato telefonicamente gli uffici attribuendosi la paternità di quelle mail. CON IL SUO comportamento avrebbe costretto gli uffici giudiziari che contattava a sospendere l’attività per consentire di verificare l'attendibilità o meno delle sue pesanti minacce di morte. Il processo, iniziato lo scorso 6 luglio, entra ora nel vivo con le prime testimonianze. Si riprenderà ora in autunno quando verrà conferito l’incarico per la perizia psichiatrica. •

PA.CI.
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