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27.10.2020 Tags: Brescia

Invisibili, non
assenti. Il teatro
sociale cerca di non spezzare i legami

Fisicità, vicinanza, contatto: «proibiti» ai tempi del Coronavirus «BESTIA RARA RELOAD» 2019 FOTO  CELESTE LOMBARDI Un progetto della scultrice  Silvia Trappa  che presenterà «Solitude»Flavio Emer, insolito Barone Rosso: viaggiatore reale e «di penna»
Fisicità, vicinanza, contatto: «proibiti» ai tempi del Coronavirus «BESTIA RARA RELOAD» 2019 FOTO CELESTE LOMBARDI Un progetto della scultrice Silvia Trappa che presenterà «Solitude»Flavio Emer, insolito Barone Rosso: viaggiatore reale e «di penna»

Ivan ha deciso di verificare. «È vero, al CentroLucia di Botticino arriva l'autobus: l'11». E chi è Ivan? Un tecnico degli spettacoli o della logistica dei trasporti? No, Ivan da qualche anno è un attore di Somebody Teatro delle Diversità. Che dovrebbe debuttare il 5 dicembre sul palco di quel cubo avveniristico rivestito all’interno di legni brillanti che sorge in via Longhetta, a Botticino. Voleva verificare che pubblico e conoscenti potessero arrivarci, con i mezzi. Dopo mesi e mesi di stop, dopo il lockdown, le prove sospese, gli amici lontani e i teatri chiusi, non vede l’ora come gli altri di riassaporare il contatto con il pubblico e le emozioni degli spettacoli dal vivo. Ma la certezza non c’è. Così come è grande la voglia di mettersi alla prova dei partecipanti al nuovo laboratorio che unisce esperienze di professionisti delle scene e di persone senza fissa dimora. SE SEI GIÀ un «invisibile» e ti tocca indossare pure una maschera e isolarti al chiuso, sospendendo rapporti faticosamente costruiti, cosa diventi? Più invisibile dell'aria, magari dimenticato. Un rischio che Somebody Teatro, La Rete, Fondazione Sipec e altri soggetti dell'universo del sociale cercano di contrastare, pur nella prudenza. Si sono rimboccati di nuovo le maniche, in via Luzzago e dintorni, per non far saltare l'edizione 2020 di FuoriNorma e trasformare la loro strabordante, pantagruelica, immersiva esperienza artistica in un racconto polimorfo che tenga conto della lotta al Covid. Il Dpcm del 25 ottobre chiude di nuovo le porte dei teatri, fino al 24 novembre: tutto torna sospeso. L’edizione 2020 delle «giornate» (quest’anno spalmate in 16 appuntamenti dal 6 novembre al 6 dicembre, per 8 titoli di spettacoli, incontri d’arte, dialoghi) resta ai blocchi di partenza, non si sa per quanto. Ogni giorno la sfida è più dura. Ma l’impegno resta altissimo. Dall’inizio dell’estate i protagonisti dei laboratori di Somebody cercano di comporre un affresco con la delicatezza necessaria in questo momento ma senza zittire l'anelito vitale di decine di autori, attori, perfomer e tecnici che lavorano sul contatto, sui sensi, sulla drammaturgia, sul vissuto personale in una dimensione corale che quest'anno è negata ma che non per questo è disintegrata. «Da qui a lì c'è un viaggio immenso»: le parole dello scrittore e giornalista Flavio Emer risuonano potenti. Da un letto a una finestra, da un individuo libero a uno recluso, da una persona immobile per malattia a un'altra «sana» che non sa come comunicare. Da un'idea alla sua realizzazione, vincendo ostacoli che a volte sono insormontabili solo per conformismo o indifferenza. Quelle parole nutrono l’azione scenica che racconterà quanto può essere grandioso uno spostamento minimo. «La voglia è quella di dire questi inaspettati orizzonti che si spalancano aprendoci all'altro, spingendo tasti che innescano nuove percezioni. Flavio continua a guidarci nel lavoro, in un testo in cui ritrovarsi in questo tempo nuovo» spiega Beatrice Faedi, coordinatrice artistica di Somebody Teatro e FuoriNorma: il titolo quest’anno è «Invisibili». Mescolando dramma, ironia, lirismo: un tempo in cui serve il necessario distanziamento, il contrario di ciò che mettono in pratica queste compagnie, cooperative, fondazioni. La loro scommessa ora è tutelare la fragilità del corpo senza riportare nella solitudine tutte quelle individualità che avevano creato legami vitali. QUEST'ANNO FuoriNorma avrà alcune tappe in città - Studio Arici, Hvox, Studio 76 -, mentre parte essenziale del discorso si svilupperà a Caino, dove nacque l'autore de «Il Corponauta». «Emer durante l'esperienza del Teatro delle Misticanze scrisse per noi “Da qui a lì c’è un viaggio immenso“. Vogliamo ripartire da lì: da quel viaggio in automobile - durante il quale chi è costretto a stare sdraiato vede solo le parti alte degli edifici - che apre nuove prospettive. Flavio fu, e quindi “è”, profetico, come Wislawa Szymborska. Ed è per questo che “W“ a Botticino sarà dedicato a lei. Quando potremo andare in scena...». •

Sara Centenari
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