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20.01.2020

L’alcol scorre a fiumi
Lo sballo per strada
dei giovani bresciani

I vuoti lasciati dai ragazzi sul marciapiede dopo la serata da sballoRagazzi all’esterno del supermercato, con   i «segni» delle bevuteDopo aver fatto acquisti, i ragazzi escono per strada con le bottiglie in mano SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo Venezia
I vuoti lasciati dai ragazzi sul marciapiede dopo la serata da sballoRagazzi all’esterno del supermercato, con i «segni» delle bevuteDopo aver fatto acquisti, i ragazzi escono per strada con le bottiglie in mano SERVIZIO FOTOLIVE/Filippo Venezia

Si sballano tutti i fine settimana, il sabato sera è un appuntamento fisso con alcol e droghe e il punto di ritrovo è sempre lo stesso: all’esterno del Pam di via Fratelli Porcellaga. Ebbene sì: i giovanissimi, in gran parte minorenni, della movida bresciana danno il via alle loro serate proprio davanti a un supermercato. Iniziano ad arrivare verso le 20 ma è solo dopo oltre un’ora che quella striscia di asfalto viene letteralmente invasa da gruppi di ragazzini. Adolescenti che cercano a tutti costi la trasgressione. Incuranti del freddo si ritrovano sempre lì, settimana dopo settimana. E nulla è lasciato al caso: poco prima che il supermercato chiuda ne entrano a frotte. Un’unica direzione: reparto alcolici. Davanti a quegli scaffali pieni di bottiglie fanno la loro scelta. L’ACQUISTO, però, non è così semplice: molte delle casse automatiche vengono chiuse per dare la possibilità ai dipendenti di controllare più facilmente e non permettere a chiunque di comprare alcolici. In ogni cassa aperta, invece, l’operatore si trasforma in un vero e proprio controllore, chiedendo documenti a ogni ragazzo che intende fare acquisti «con gradazione». Ma è tutto studiato nei minimi particolari, difficile che qualcuno si faccia beccare. Vengono assoldati gli amici over 18, sono loro a occuparsi del pagamento. Spesso non manca il procacciatore di affari che chiede in cambio un compenso per la «prestazione: in denaro o in bottiglia. Un meccanismo ben oliato nell’irrefrenabile voglia di trascorrere la serata «guadando» tra fiumi di alcol. «È lo shopping più bello di sempre» urla una ragazzina che tiene tra le mani una busta colma di bevande. Lo scambio avviene lì fuori, in strada, dove ha il via la prima parte della serata con birra e superalcolici. I più attrezzati preparano cocktail. E c’è chi lo ammette con strafottenza e totale incoscienza: «È l’unico modo per poter bere fino ad ubriacarsi risparmiando parecchio». Andare in un locale costerebbe molto di più e, in caso di controllo dei documenti, si resterebbe a «secco». Ma quello del Pam è solo un primo assaggio di serata, per molti accompagnato da più di uno spinello. Dopo aver bevuto e fumato i gruppi si disperdono: c’è chi prosegue la serata in piazza Vittoria, chi in piazza Mercato o in via Giacomo Malvezzi abbandonando i «resti» in strada, davanti alle vetrine del supermercato o agli ingressi dei condomini. «OGNI SABATO SERA è così – incalza qualche residente –, sporcano senza rispetto, fanno confusione e lasciano ricordini ovunque, i muri dei palazzi vengono scambiati per bagni. Spesso arrivano ambulanze per soccorrere chi si sente male, raramente invece arrivano le forze dell’ordine a controllarli. Non gira solo alcol ma anche droga e disturbano la quiete pubblica: i presupposti per intervenire ci sono». Molti sono gli esposti presentati dai residenti e dai commercianti alla Polizia Locale che, forse, poco o nulla può fare nei confronti di decine e decine di adolescenti che dopo essersi «riscaldati» davanti al Pam trascorrono il resto della serata nei dintorni Piazza Mercato viene presa d’assalto, la storica fontana del Donegani, l’ingresso dell’Università si trasformano in latrine. «È un problema che sussiste e che riguarda il rapporto tra i giovanissimi e l’alcol: non fanno del male al quartiere ma fanno del male a sé stessi - ha commentato Monica Ferrata, presidente del Consiglio di quartiere Centro Storico Sud -. Il supermercato non ha alcuna colpa perché i controlli ci sono. Forse bisognerebbe aumentare i presidi delle forze dell’ordine ma, in ogni caso, è un fenomeno difficile da debellare: si sposterebbe semplicemente in altre zone». •

Marta Giansanti
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