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14.08.2020 Tags: Brescia

L’amicizia oltre
ogni ostacolo:
così Giorgio scala le montagne

Giorgio Pizzetti arriva in cima alle montagne: con lui accanto ci sono gli amici fidati
Giorgio Pizzetti arriva in cima alle montagne: con lui accanto ci sono gli amici fidati

Un vero inno all’amicizia, quella sincera, capace di rendere tutto più semplice, anche gli ostacoli a prima vista insormontabili. Come la scalata al lago della Vacca, a oltre 2.500 metri di altitudine, nonostante una disabilità. «Durante l’emergenza sanitaria io e alcuni amici ci eravamo fatti una promessa – racconta Giorgio Pizzetti, protagonista dell’impresa -: se avessimo superato indenni questo periodo saremmo saliti su quel laghetto alpino, anche a costo di farla in ginocchio». E così è stato. LO SCORSO 26 LUGLIO, in «sella» a una carrozzina un po’ speciale, la «jolette», Giorgio e i suoi compagni di scarpinate hanno mantenuto quella promessa. Un lungo cammino fino alla vetta: «Sono una persona che, come tante altre, deve convivere con dei limiti, ho la fortuna però di avere degli amici eccezionali, con interessi molto diversi ma ognuno ugualmente disponibile, generoso e in grado di andare oltre le diversità. Alcuni amano in modo spassionato la montagna e, di certo, non temono la fatica. E quello che ogni volta riusciamo a fare ne è la dimostrazione». Perché tra le scalate di Giorgio non c’è solo quella dello scorso luglio. Nel suo album fotografico e nei ricordi sono impresse indelebilmente esperienze uniche: il Guglielmo, la Val Grande, la Val di Fumo, il Pizzocolo e il monte Altissimo di Nago. Lui, un gruppo entusiasta di amici, e la sua «jolette»: un trio inseparabile. «Qual è la cosa più bella? – sottolinea Pizzetti - Che per loro queste sfacchinate non hanno niente di eccezionale, di sensazionale o di spettacolare». Ogni volta è come la prima volta. Tutto ha sempre inizio con una frase di rito: «Dov’è il problema? Basta organizzarci». UNA PIANIFICAZIONE impeccabile e davvero sorprendente che li porta a vivere avventure straordinarie. Tantissime le foto emblematiche. Una su tutte: la sua jolette a conquistare la vetta, posizionata sulla grande roccia la cui forma ricorda proprio una vacca, e l’intera «ciurma» al di sotto. «È stato il momento più intenso e significativo della giornata e sicuramente il più goliardico e coinvolgente - ricorda - . Qualcuno diceva fosse da scemi o rischioso, qualcun altro è rimasto a guardare. Per altri non sarebbe stato possibile e invece...Una volta fatto eravamo tutti sotto al masso pronti a farci immortalare». Un sentimento e un valore, l’amicizia, che rende tutto più speciale. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Marta Giansanti
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