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16.10.2019

L’amico è senza i
documenti e loro
aggrediscono gli agenti

Dopo essere stato in questura il terzetto è stato accompagnato in tribunale per la direttissima
Dopo essere stato in questura il terzetto è stato accompagnato in tribunale per la direttissima

Alle 4 del mattino vagavano, barcollando, su un marciapiede di via Milano (nei pressi dell’ex Ideal Standard) dirigendosi verso il centro città. Quel terzetto, due uomini e una donna tutti sulla trentina, non poteva passare inosservato. E infatti una volante della questura lo ha fermato per identificarlo. I tre, i due uomini sono di origine colombiana mentre la donna (amica di uno dei due) arriva da Cuba, inizialmente sono sembrati collaborativi. Uno dei due colombiani e la signora del gruppo hanno consegnato il proprio documento ai carabinieri senza fare troppe storie. IL TERZO invece ha cercato di tergiversare e questo ha insospettito gli agenti a cui è bastato un piccolo controllo per capire il motivo di questo atteggiamento. L’uomo, alle spalle alcuni precedenti per reati contro il patrimonio, è sottoposto all’obbligo di firma e con sé la scorsa notte non aveva i documenti. Quando gli agenti gli hanno detto che avrebbe dovuto seguirli in questura per essere fotosegnalato è scattata, inaspettata, la reazione violenta e scomposta dei suoi due compagni di bisboccia. La più scalmanata è sembrata l’unica donna del terzetto che ha cercato in ogni modo di impedire agli agenti di fare salire in auto l’amico colombiano. La donna si è aggrappata ai poliziotti li ha strattonati e insultati. Meno veemente la reazione dei due uomini che comunque hanno cercato pure loro di opporre resistenza all’intervento degli agenti. LA SITUAZIONE con il passare dei minuti si è fatta sempre più tesa tanto che in via Milano sono dovuti intervenire altri equipaggi per provare a riportare la calma. I poliziotti hanno dovuto estrarre ed utilizzare lo spray al peperoncino in dotazione, che però non è bastato. L’alcol e la droga che il terzetto aveva in corpo (sono risultati positivi agli esami eseguiti prima di essere arrestati) hanno infatti «neutralizzato» l’effetto. Dopo altri concitati minuti di lotta i tre, seppure a fatica sono stati caricati in auto e portati in questura. Per loro è così scattato l’arresto per resistenza a pubblico ufficiale. DOPO LA NOTTE passata in camera di sicurezza ieri mattina i tre sono comparsi in tribunale per la direttissima. Davanti al giudice si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Tutti e tre hanno deciso di patteggiare 6 mesi di carcere. Per due (uno dei colombiani e la donna) la pena è stata sospesa, non così per l’uomo fermato senza documenti che però potrebbe venire espulso nei prossimi giorni. Alla fine dell’udienza tutti e tre sono stati rimessi in libertà. •

Paolo Cittadini
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