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26.04.2019

L’Assisi Express
torna in città
carico di fede

A Gubbio i ragazzi dell’oratorio San Rocco di Palazzolo: per loro come per tutti gli altri bresciani un’esperienza da conservare nel cuore
A Gubbio i ragazzi dell’oratorio San Rocco di Palazzolo: per loro come per tutti gli altri bresciani un’esperienza da conservare nel cuore

«La fine di un viaggio è solo l’inizio di un altro» ha scritto José Saramago. Le parole del premio Nobel per la letteratura, che campeggiano anche sull’ultima pagina del libretto di canti e preghiere consegnato ai duemila giovanissimi bresciani in pellegrinaggio in questi giorni ad Assisi, racchiudono l’invito che il vescovo di Brescia Pierantonio Tremolada ha espresso ieri a chiusura delle tre giornate di viaggio e riflessione nella città umbra. Durante la messa celebrata nella chiesa di San Francesco a Gubbio Tremolada, sollecitando ancora una volta i giovani a dedicare la propria vita al bene e alla pace rinnegando quindi la violenza e l’odio, ha consigliato loro di far tesoro di quanto appreso e conosciuto durante l’esperienza appena vissuta. «Che il ritorno a casa sia l’inizio di qualcosa di nuovo» ha detto Tremolada, esortando i ragazzi a «prendere come amici San Francesco e Santa Chiara, ad entrare in contatto con loro nella preghiera in quanto esempio di vocazione, ad affidarsi a loro perché giovani che hanno preso seriamente la chiamata del Signore». L’appello del vescovo, che non ha mancato di ringraziare tutti gli accompagnatori dei preadolescenti, tra i quali parroci, educatori, catechisti, genitori, servirà proprio a continuare negli oratori e nelle parrocchie il cammino intrapreso ad Assisi, proponendo ai ragazzi nuove testimonianze vocazionali, raccontando loro esperienze di pace e di prossimità. «Il pellegrinaggio ad Assisi è stata una scelta preziosa e utile per i ragazzi e non solo» ha commentato il vescovo Pierantonio, che al termine di quella che sembra essere stata un’apprezzata proposta si è detto felice non solo delle tante adesioni, ma anche della coinvolta partecipazione dei giovanissimi. Nessun indugio da parte dei protagonisti del pellegrinaggio nel chiedere al vescovo selfie e foto di gruppo, segno questo di una reale e sincera complicità e di un forte desiderio di condivisione oltre che, forse, di un esplicito grazie per esser stati destinatari di un progetto di crescita e di raccoglimento. «Porteremo a casa dei buoni insegnamenti» hanno infatti ammesso molti ragazzi, il cui entusiasmo era palpabile anche ieri tra le stradine di Gubbio, ultima tappa di un pellegrinaggio che come ha ricordato appunto il vescovo potrebbe essere l’inizio di un nuovo percorso.

«È STATA UNA bella esperienza, che ha dato modo anche di accrescere l’aggregazione tra i ragazzi», ha sottolineato don Luciano Ghidoni che da Orzinuovi è partito con un nutrito gruppo di preadolescenti, anticipatamente preparati sui temi che sarebbero stati affrontati. «Insieme abbiamo fatto a piedi un tratto della Via della Luce, andando dalla Basilica di San Francesco a Santa Maria degli Angeli» racconta don Luciano, chiarendo che il cammino ha permesso ai ragazzi di vivere anche, seppur in minima dose, la fatica e il sacrificio di un pellegrinaggio. Positivo il bilancio del primo «Assisi Express», un’esperienza che secondo don Claudio Laffranchini, vicedirettore dell’Ufficio per gli oratori, ha beneficiato di un ambiente più raccolto e della forza delle testimonianze di vocazione.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Federica Pizzuto
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