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07.12.2019

L’ex Arici-Sega è laboratorio antisismico

Foto di gruppo per i promotori e i sottoscrittori, coinvolti nel progetto del laboratorio antisismicoGli interni dell’ex Arici- Sega, a San Polo. Un progetto sperimentale per valutare sul campo la residua affidabilità di vecchi immobili
Foto di gruppo per i promotori e i sottoscrittori, coinvolti nel progetto del laboratorio antisismicoGli interni dell’ex Arici- Sega, a San Polo. Un progetto sperimentale per valutare sul campo la residua affidabilità di vecchi immobili

L’ex Arici-Sega diventa un laboratorio per valutare sul campo la residua affidabilità antisismica di vecchi immobili con strutture in cemento armato costruiti dal Dopoguerra agli anni Novanta. La Loggia ha un centinaio di edifici scolastici nel suo patrimonio e il 70 per cento ci sta dentro. Con il passaggio di Brescia alla classe sismica 2 intende adeguarli tutti, anche se non ne ha l’obbligo, e le invasive tecniche attuali costringono a intervenire sulle strutture portanti dall’interno, con conseguenti traslochi e alti costi. Accadrà dall’estate prossima alle prime tre scuole della lista, la primaria Giovanni XXIII di via Sabbioneta, la media Tridentina e la vicina scuola dell’infanzia, che resteranno chiuse per un intero anno scolastico. Con la sperimentazione in corso, in futuro non accadrà più. Tecniche meno invasive permetteranno di lavorare dall’esterno, con meno tempo e costi inferiori, come già accade alla palestra della Don Milani alla Badia. Un’equipe di esperti delle università di Brescia e Bergamo è al lavoro per valutare lo stato delle vecchie strutture dello stabile di via Arici. LA RICERCA (prima in Italia) punta a individuare quali parametri sia davvero necessario misurare per stimare la capacità residua delle strutture e ridurre numero ed estensione delle prove. Ora l’indagine sugli elementi di calcestruzzo e sull’acciaio delle armature ha permesso di individuare alcuni scenari possibili di degrado e quindi i parametri determinanti per ogni scenario. Ma l’obiettivo più ampio è fornire ai professionisti dati sperimentali sull’effettivo livello di degrado, stimarne l’entità, fornire gli strumenti per condurre indagini mirate e definire il tipo di intervento necessario. Ieri mattina la sperimentazione in corso è stata presentata in via Arici dall’assessore ai Lavori pubblici Valter Muchetti con il responsabile del Programma straordinario di adeguamenti sismici Massimo Azzini e il tecnico del Programma Alessandra Caporali, con Alessandra Marini ed Elena Casprini della Statale di Bergamo, e Gianni Bartoli dell’Università di Firenze. Muchetti anticipa che il protocollo siglato con le università permetterà l’analisi del rischio statico e sismico in prima istanza degli edifici comunali di via Marconi (Lavori pubblici e urbanistica), via Donegani (Polizia locale) e via Marchetti (Provveditorato) «prioritari in caso di evento sismico». A seguire, gli altri. Nella fase attuale l’equipe di esperti lavora a un protocollo per l’analisi semplificata degli edifici allo scopo di capirne la vulnerabilità sismica. Permetterà di stimare i costi della messa in sicurezza e di valutare se sia più utile (o necessario) abbattere e ricostruire o adeguare – spiega Marchetti -. In particolare «consente di verificare se i solai abbiano conservato la capacità di reagire alle azioni sismiche per poter agire dall’esterno applicando i cosiddetti esoscheletri in acciaio o legno lamellare (come alla palestra Don Milani)». In tal caso si aprirebbe la strada agli adeguamenti di condomini ed edifici privati, in genere fermi per l’impossibilità di svuotarli. E magari – aggiunge Azzini - anche dei 2.500 alloggi pubblici del Comune senza spostare altrettante famiglie. L’indagine all’ex Arici-Sega, sulla scorta degli studi di Casprini, si concentra sugli effetti della corrosione delle armature di cemento. «La corrosione può pregiudicare la resistenza e la duttilità delle armature – spiega Casprini -, cerchiamo di capire se è presente, in che entità, e cosa può provocare». C’è la fortuna di avere una struttura come quella di via Arici, che per il fiorentino Bartoli è un «campo scuola per capire la resistenza dei solai di cui si sa poco». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mimmo Varone
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